Il leggendario Quickshot II rinasce in chiave moderna: USB, nuovi tasti e nostalgia anni ’80

Il Quickshot II torna sul mercato in versione USB, mantenendo il design iconico originale ma aggiungendo tasti extra e compatibilità moderna, diventando una scelta nostalgica e accessibile per gli appassionati di retrogaming.

Il leggendario Quickshot II rinasce in chiave moderna: USB, nuovi tasti e nostalgia anni ’80

Il Quickshot II è tornato davvero, e questa volta non si tratta solo di un’operazione nostalgia fine a sé stessa. Retro Games LTD ha riportato sul mercato uno dei joystick più iconici della storia del videogioco, aggiornandolo quanto basta per renderlo utilizzabile anche nel 2026 senza snaturarne l’anima. Dopo l’anteprima mostrata alla fine dello scorso anno, la riedizione del Quickshot II è finalmente disponibile all’acquisto, anche su Amazon Italia, a un prezzo che strizza l’occhio a tutti: 35 euro.

Una cifra più che accessibile per un accessorio che, per molti, rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato. Dal punto di vista estetico, il nuovo Quickshot II è una dichiarazione d’amore al modello originale. La base squadrata, la cloche imponente, i due grandi pulsanti rossi sulla leva e le immancabili ventose per garantire stabilità sulla scrivania sono esattamente dove ci si aspetta che siano. Chi ha passato pomeriggi interi davanti a un Commodore 64 o a un Amiga riconoscerà immediatamente ogni dettaglio.

La differenza più evidente, però, è quella che non si vede a colpo d’occhio: al posto del vecchio connettore troviamo una più pratica porta USB, che consente l’utilizzo immediato su PC moderni e su numerosi sistemi compatibili senza adattatori o soluzioni creative. La modernizzazione non si ferma qui. Una delle novità più interessanti di questa riedizione è l’introduzione di sei tasti aggiuntivi, posizionati sulla base del joystick, tre per lato. Si tratta di un’aggiunta pensata chiaramente per ampliare la compatibilità con titoli più recenti o con emulatori che richiedono un numero maggiore di comandi rispetto ai giochi degli anni ’80 e ’90.

Restano ovviamente i due pulsanti principali sulla cloche, grandi e immediati, affiancati dalla funzione autofire, un vero simbolo del gaming old school che all’epoca faceva la differenza nei titoli più frenetici. Sul piano tecnico, Retro Games ha scelto consapevolmente di non stravolgere il feeling originale. Il Quickshot II utilizza ancora microswitch digitali, rinunciando a qualsiasi forma di controllo analogico. Una decisione che farà felici i puristi, grazie a quel feedback secco e “clicky” che ha reso celebre questo joystick, e che ricorda per certi versi la sensazione offerta dalle tastiere meccaniche più rumorose e soddisfacenti.

Cambia invece la lunghezza del cavo, che arriva ora a 1,8 metri, una scelta sensata se si considera la distanza media tra divano, scrivania e schermi moderni. Resta qualche interrogativo sull’affidabilità meccanica, uno dei punti deboli storici del Quickshot II originale, noto per una durata non sempre all’altezza dell’uso intenso. Retro Games non ha fornito dettagli specifici su eventuali rinforzi strutturali o miglioramenti interni, ma il curriculum dell’azienda lascia ben sperare. Negli ultimi anni, infatti, ha dimostrato una notevole attenzione alla qualità con le riedizioni di sistemi iconici come ZX Spectrum, Commodore 64, Amiga 500 e Atari 400, conquistando la fiducia degli appassionati di retrogaming.

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