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"Follia: Dear Father", l’horror si muove nel buio e nelle tetre stanze di scenari paurosi

"Follia: Dear Father" è definibile come un survival horror di impianto classico, tutto ambientato in luoghi bui, stanze tetre e con colpi di scena inquietanti e continui.

Games
Pubblicato il 13 maggio 2020, alle ore 18:07

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"Follia: Dear Father", l’horror si muove nel buio e nelle tetre stanze di scenari paurosi

Follia: Dear Father” è la produzione di un duo di programmatori che ha sviluppato un survival horror di tipo classico, con una storia che proverà ad incollare allo schermo i giocatori e a farli sobbalzare dalla sedia per lo spavento. La narrazione ed il gioco in prima persona sono le basi di un titolo che è stato creato nella sola versione per PC.

Marcus Pitt è il protagonista di questa vicenda e tutto comincia nel momento in cui egli si dirige all’università dove entrambi i genitori lavorano come professori: in questo luogo scoprirà che qualcosa di grosso, e terribile, sta per accadere, e che nelle stanze più buie e tetre si muovono creature che hanno solamente sete di sangue, anche di quello di Marcus.

La scelta posta in “Follia: Dear Father” dai programmatori pone il protagonista in un grande stato di difficoltà: le armi non sono previste e per riuscire a sopravvivere si comincia ad avere a disposizione solamente una torcia elettrica ed un accendino, con anche un piede di porco che serve da unico baluardo difensivo contro le creature ostili.

Il sistema di gioco è stimolante ed intrigante, partendo dal movimento cauto in ogni ambiente oscuro, con una serie di documenti da ritrovare, necessari per proseguire nell’avventura, in cui non mancano i momenti horror, però troppo frequenti a tal punto alla lunga da risultare scontati e punti di riferimento che mancano in un’ambiente spesso molto simile ed indistinguibile.

Nel contesto tecnico va considerata una grafica buona, anche se l’università non risulta proprio tale agli occhi più attenti, e con un discreto utilizzo di buoni effetti grafici. Considerando anche il lavoro di due soli programmatori, risultano inevitabili alcuni errori grafici e qualche crash che chiude il gioco, Generalmente, il sistema grafico gira bene anche su computer non proprio di ultima generazione.

Il sonoro è ben mappato e masterizzato e si può considerare un lavoro riuscito con ottime prospettive per dare il giusto tono al terrore e all’istinto di sopravvivenza che deve inculcarsi nel giocatore. Mancano alcune opzioni per personalizzare il tutto, soprattutto quelle per reimpostare i tasti. La longevità di “Follia: Dear Father” non sarà il suo punto di forza, però questo titolo ha solidi fondamenti per essere giocato fino in fondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - In sostanza il giudizio di "Follia: Dear Father" è diviso in due: quello sul gameplay e quello tecnico. Il lato della costruzione dell'avventura e del gioco in sé è ottimo per essere stato creato da due programmatori all'esordio: la storia regge ed i momenti horror non mancano, inoltre l'esplorazione è stimolante e difendersi dai sanguinari esseri che si ritrovano sulla propria strada accende la lotta per difendere la vita del protagonista in adrenalina crescente fino al finale che distoglie tutti i veli sugli avvenimenti del gioco. D'altra parte si ha un lato tecnico debole: buona grafica e sonoro riuscito, ma tanti errori primari (crash) e secondari (glitch ed imperfezioni) mostrano il punto debole di un gioco che manca anche di punti di riferimento per ritrovare la strada, oltre a mancanze di personalizzazione ed opzioni. È proprio il misto dei voti attribuibili alle due facce di "Follia: Dear Father" che va a formare il giudizio complessivo, di tre stelle su un massimo di cinque.

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