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"Bloodstained: Curse of the Moon 2": azione di grande ritmo basata su uno scenario in stile giapponese

"Bloodstained: Curse of the Moon 2" è nato da una campagna di raccolta fondi ed ha raggiunto i propri obiettivi, proponendo un'azione molto ritmata in uno scenario in puro stile Japan.

Games
Pubblicato il 18 luglio 2020, alle ore 19:39

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"Bloodstained: Curse of the Moon 2": azione di grande ritmo basata su uno scenario in stile giapponese

Bloodstained: Curse of the Moon 2” ha trovato la propria nascita da una campagna Kickstarter di raccolta fondi ed ha raggiunto il proprio obiettivo, proponendo sul mercato, per le piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, un gioco che si distingue per un’azione ritmata in uno scenario piattaforma degli anni ’80, puntando sulla pixel art e raccogliendo elementi dai giochi Japan del passato.

Il samurai Zangetsu, come nel primo episodio della serie, torna in battaglia con in questo caso sei compagni diversi con cui poter essere affiancato, tre dei quali già presenti nel primo titolo e tre del tutto inedito. Si punta molto sulla collaborazione tra i giocatori, che in due cooperano per entrare in gioco contro numerosi mostri e, soprattutto, giganteschi abomini presenti in una rocca maledetta.

Tra i tanti titoli che hanno preso ispirazione dalla serie degli anni ’90 “Castlevania“, “Bloodstained: Curse of the Moon 2” è uno dei migliori esempi di come si possa rispolverare lo stile dei giochi in due dimensioni anche nel 2020: personaggi che assolvono i loro compiti con le armi a propria disposizione in modo eccellente ed efficace, scenari ben riusciti e fantasiosi, azione ben impostata per difficoltà e resa.

Lo studio dello scenario in pixel art è stato compiuto con tutta la dovizia dei particolari, trovando ispirazione senza scopiazzare, creando scenari inediti e ricchi di particolari quanto serve, pieni di trappole e di momenti critici in tanti istanti del gioco, ricchi anche di creature tutte diverse nel modo di combattere.

I boss rappresentano, come sempre, il maggior grado di sfida: se quelli dei primi due livelli sono alla portata e preparati per innestare una difficoltà crescente, dal terzo livello in poi bisogna cercare i punti deboli del gigantesco avversario di fronte; la difficoltà si innalza ed il giocatore avrà l’onere – e l’onore – di impegnarsi al massimo per abbattere il nemico, raggiungere il livello successivo e proseguire l’avventura.

La buona disponibilità di poteri e di strumenti di Zangetsu amplia le possibilità di muoversi sullo scenario e di affrontare tutti gli avversari; anche i personaggi complementari hanno abilità efficaci ed operano eccellentemente con il personaggio principale. Assieme a questo gameplay eccelso, la difficoltà trova i suoi picchi nei boss ma, per ciò che concerne l’avventura in generale, tutto risulta equilibrato al punto giusto.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - "Bloodstained: Curse of the Moon 2" sorprende per l'ispirazione dai giochi anni '80 e '90 abbinata ad un'originalità che non è semplice trovare in questi titoli, quando si cerca di rifarsi ai canoni di trent'anni or sono. Il gioco prevede un'azione in solitaria e collaborativa molto riuscita, con Zangetsu ed i suoi compagni che si ritrovano ad avere a disposizione molte armi ed altri poteri che permettono di avanzare in un'avventura ricca di trappole, nemici e boss. La difficoltà, a parte la sfida ai boss, è ben bilanciata ed aperta a qualunque giocatore, sia dal meno esperto al più affiatato, con uno stile grafico originale, colorato e pieno di particolari. "Bloodstained: Curse of the Moon 2" merita il massimo dei voti, cinque stelle su cinque.

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