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Alien Isolation, la nuova creatura di Creative Assembly

Trama Alien Isolation: inerme per tutta la durata del gioco, Amanda Ripley, nella solitudine di un'astronave, dovrà cercare di sopravvivere, braccata da un unico e imponente Alien, il cui unico scopo è cacciarla

Games
Pubblicato il 21 marzo 2014, alle ore 11:47

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Alien Isolation, la nuova creatura di Creative Assembly

Dopo lo sfortunato esperimento di Aliens: Colonial Marines (sviluppato dalla Gearxbox Software), il mostro creato da Giger e Rambaldi per la pellicola di R. Scott alla fine degli anni ’70 torna sugli schermi dei videogiocatori in una nuova veste. Il team inglese Creative Assembly, rilevato nel 2005 da SEGA e padre della serie Total War, ha infatti annunciato di essere al lavoro da circa 3 anni sul titolo Alien Isolation, un survival horror in prima persona.

Gli eventi si svolgono 15 anni dopo quelli narrati nel film di Scott. La figlia di Ellen Ripley, Amanda, alla ricerca della scatola nera della Nostromo (l’astronave in cui è ambientato il film), si reca su una stazione spaziale abbandonata, la quale si scoprirà essere già infestata da uno xenomorfo. Amanda verrà presto isolata dai suoi compagni di viaggio e dovrà affrontare da sola l’alieno.

Il gioco uscirà per PC e per le console di nuova e vecchia generazione. Proprio la natura cross-gen del titolo non lo fa eccellere dal punto di vista tecnico. Ma non è questo il punto forte del gioco.

Isolation non è uno shooter: il giocatore, nei panni di Amanda, non dovrà far fuori orde di xenomorfi, ma dovrà semplicemente sopravvivere ad un unico e implacabile nemico, il quale non potrà essere ucciso. Per tutta la durata del gioco, armato del solo rilevatore di movimento e di una torcia, il giocatore dovrà evitare ogni approccio diretto con l’alieno, il quale apparirà occasionalmente per dargli la caccia. Molti noteranno la somiglianza con il recente titolo firmato Red Barrels, Outlast, anch’esso un survival horror in prima persona, dove il protagonista possiede e può utilizzare solo una videocamera.

La particolarità di Alien: Isolation sta proprio nel lavoro in cui i ragazzi di Creative Assembly si sono cimentati per creare una AI (quella dell’alieno) molto più complessa rispetto a quella dei normali nemici che incontriamo nella stragrande maggioranza dei giochi. L‘unico scopo dell’alieno è quello di cercare e scovare Amanda: egli si adatterà alle scelte e alle abilità che il giocatore acquisirà con il proseguire nel gioco. Il nemico potrà braccarvi per una sessione che potrà durare dai 10 ad oltre i 20 minuti prima di andarsene. Inoltre, se il giocatore si è nascosto in un armadietto o sotto una scrivania, vi sarà la possibilità di far trattenere ad Amanda il respiro, in modo da ridurre il rumore e non farsi scoprire.

L’ambientazione si rifà a quella del film di R.Scott: il team ha cercato di mantenere le stesse proporzioni e l’aspetto della Nostromo e perfino nella fase di disegno è stato imitato lo stile di R.Cobb, disegnatore che produsse le bozze della nave per il film. 

A parte l’ambientazione, lo stesso xenomorfo è più simile a quello della prima pellicola: alto e grosso si aggira tra gli stretti corridoi della nave alla ricerca della sua preda.

Se le promesse del team saranno mantenute, il gioco, così come ci viene presentato, potrebbe rilevarsi forse l’unico vero tributo videoludico al film di Scott nonché uno dei migliori survival horror di sempre.

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