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Age of Empires 3: Definitive Edition. Delicata attenzione alla rappresentazione di usi e costumi dei nativi americani

Age of Empire 3: Definitive Edition non si focalizza solo sull'aggiunta di modifiche e miglioramenti rispetto all'originale. Particolare attenzione all'eliminazione delle rappresentazioni dei nativi americani che potrebbero risultare offensive.

Games
Pubblicato il 20 settembre 2020, alle ore 09:44

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Age of Empires 3: Definitive Edition. Delicata attenzione alla rappresentazione di usi e costumi dei nativi americani

Molti sono i fan appassionati della saga di Age of Empire, rinomato gioco di strategia appartenente alla Microsoft. Dopo aver annunciato l’imminente uscita di Age of Empire 4, Microsoft non perde tempo e annuncia, durante l’apertura della Gamescom 2020, la futura uscita di Age of Empires 3: Definitive Edition. Quest’ultima non è altro che una remastered dedicata al terzo capitolo, la cui uscita è programmata per questo autunno, più precisamente per il 15 ottobre 2020.

La remastered del terzo capitolo presenterà diverse modifiche e miglioramenti importanti, che miglioreranno l’esperienza di gioco. Importante è il tentativo di ridurre al minimo le rappresentazioni offensive delle varie civiltà. Grazie a diversi consulenti specializzati, è stato possibile rendere l’esperienza di gioco il più realistica possibile, evitando nel migliore dei modi l’uso eccessivo di stereotipi o esagerazioni offensive. 

Particolare importanza riguarda i nativi americani. Un’intervista pubblicata sul sito di World’s Edge afferma come la consulenza di Anthony Brave, specializzato in tribù di nativi americani, abbia aiutato particolarmente il team di sviluppo di Age of Empire 3: Definitive Edition. Il team di World’s Edge ha inoltre dichiarato che lavorando alla remastered si era accorto che la rappresentazione dei nativi americani non rispecchiava al meglio la loro cultura originale. Il problema è stato risolto implementando un lavoro diretto con consulenti esperti nel settore. 

Molte sono le modifiche apportate al gioco. La principale modifica riguarda i Fire Pit, ovvero i falò. Danzare intorno ai falò consentiva l’aggiunta di specifici boost dedicati ai guerrieri. Tale meccanica è risultata piuttosto offensiva, questo perché molti stereotipi sui nativi americani riguardano questi ultimi che danzano intorno al fuoco come selvaggi incontrollati. Ciò riporterebbe alla mente i primi contatti con i nativi americani, i quali non erano considerati come esseri umani dalla controparte occidentale, ma come degli animali selvaggi. 

Il problema di fondo riguarderebbe proprio la distinzione tra l’associazione selvaggia e civile di una civiltà. I nativi americani potevano presentare usanze alquanto primitive, ma si potevano comunque considerare delle società civili in quanto adoperavano aspetti come culture, strutture di governo, linguaggi, storie e altri aspetti che li distingueva dal vero significato di selvaggio. Per tale motivo il Fire Pit è stato sostituito con una Community Plaza che conferisce un boost per la ricerca e il lavoro.

Ulteriore modifica riguardano le miniere, tolte dalla fazione dei nativi americani e rimpiazzate con un Tribal Marketplace. Grazie a quest’ultimo è possibile guadagnare denaro con il commercio. Modifiche sono avvenute anche agli aspetti di alcuni personaggi e all’abilità Nature Friendship, che consentiva un collegamento magico tra uomo e animale.

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Cosa ne pensa l’autore
Nicola Ivu

Nicola Ivu - Nonostante la remastered del terzo capitolo non sia attesissima come il quarto capitolo, questa opportunità potrebbe rivelarsi fondamentale per chi non ha mai giocato a un Age of Empire, o per chi ancora deve giocare il terzo capitolo. Sono particolarmente felice nel sapere che Microsoft abbia investito nell'assumere degli specialisti per la creazione del gioco, sperando che tale iniziativa non si fermi solo a questo progetto.

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