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Wonder Woman: il film è stato vietato in Libano

Il nuovo film dell'universo della DC, Wonder Woman, è stato vietato in Libano perché la protagonista, Gal Gadot, è israeliana e ha svolto il servizio militare, come ogni israeliano.

Cinema
Pubblicato il 1 giugno 2017, alle ore 18:54

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Wonder Woman: il film è stato vietato in Libano
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Oggi, nelle sale di molti cinema in tutto il mondo, esce Wonder Woman, il nuovo film appartenente all’universo della DC Comics, la rivale della Marvel. Il Libano ha, però, ufficialmente vietato la proiezione del film nei cinema del paese.

La motivazione di tale scelta è legata all’attrice protagonista, Gal Gadot. La nuova Wonder Woman è una cittadina israeliana e, come tutti gli abitanti di Israele, ha svolto per due anni il servizio militare (visto che è obbligatorio per chiunque, data la situazione di precarietà in cui vive la nazione).

La decisione è stata presa dal ministro dell’Economia, Raed Khoury che, nonostante ci siano i manifesti sparsi per le città libanesi, è riuscito a rimandare il debutto del film nelle sale.

Da tempo, il ministero porta avanti una politica di boicottaggio nei confronti dei prodotti israeliani, poiché sono considerati dei “tentativi nemici di infiltrazione nei nostri mercati”. Lo stesso ministero aveva tentato di censurare anche il film Batman V Superman: Dawn of Justice, in cui Gadot compariva per la prima volta nel ruolo della principessa delle Amazzoni, Diana, cioè Wonder Woman.

Chi sostiene la campagna per il boicottaggio del film ricorda che Gal Gadot, durante il conflitto tra Israele e Hamas del 2014, aveva scritto un messaggio per sostenere l’esercito, utilizzando Instagram: “Il mio amore e le mie preghiere vanno ai ragazzi e alle ragazze che stanno rischiando la vita per proteggere la nazione dagli attacchi orrendi di Hamas, i cui miliziani si nascondono come vigliacchi dietro a donne e bambini”.

I rapporti diplomatici tra Israele e il Libano sono praticamente nulli, soprattutto a seguito di una breve guerra combattuta nel 2006 tra Hezbollah, un gruppo politico-militare sciita libanese, e Israele: da allora, è in vigore un cessate il fuoco monitorato dalle Nazioni Unite. Tuttavia, tra i due paesi, ci sono stati occasionali scontri di confine.

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Cosa ne pensa l’autore
Tommaso Sala

Tommaso Sala - In Medio Oriente, ci sono conflitti molto profondi e atavici che, inevitabilmente, condizionano la vita quotidiana delle persone normali che vivono in quelle zone. La censura, per quanto possa essere motivata, è sempre una grave forma di limitazione delle libertà individuali delle persone, che non sono più libere di scegliere cosa guardare.

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