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Valeria Golino ha svelato perché non ha voluto denunciare Weinstein

L’attrice e regista ha detto la sua in fatto di molestie, tema di attualità legato inesorabilmente al caso Weinstein. La Golino ha colto anche l’occasione per esternare la ragione che l’ha spinta a non denunciarlo. Ecco cosa ha confessato.

Cinema
Pubblicato il 8 agosto 2018, alle ore 12:36

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Valeria Golino ha svelato perché non ha voluto denunciare Weinstein

A quasi un anno dall’inizio del caso Weinstein, lo scandalo che ha scoperchiato numerosi casi di molestie, il clamore non ha certo intenzione di placarsi. Pressioni, molestie e aggressioni a sfondo sessuale continuano a rimanere un tema di stretta attualità, minando la credibilità dell’industria cinematografica a stelle e strisce.

In questo contesto decisamente poco idilliaco, a gettare benzina sul fuoco ci pensano le nuove testimonianze di chi è rimasto vittima di un personaggio definito un orco senza scrupoli. A raccontare la propria esperienza con Harvey Weinstein è stata anche Valeria Golino, affermata attrice e regista partenopea.

Dopo aver fatto presente che con lei il produttore cinematografico ha assunto una condotta del tutto simile a quella raccontata da altre colleghe, la 52enne attrice – apparsa tra le altre cose in diversi film americani come Rain Man – L’uomo della pioggia, Via da Las Vegas e Lupo solitario – ha voluto esporre quella che è la sua opinione.

Avrei dovuto denunciarlo a suo tempo, o ne avrei dovuto parlare, e invece sono rimasta zitta e per mille motivi” ha dichiarato l’artista napoletana. “E ho scelto di non parlarne perché credo che a questo punto sia inutile, quindi sto vivendo un #MeToo personale, una riflessione con me stessa. Ci penso e mi analizzo”. E facendo mente locale, riconosce che non avrebbe mai pensato di arrivare a questo punto, con Weinstein diventato a tutti gli effetti la più cinica personificazione del male.

Sono più di trent’ anni che sono nel mondo del cinema, e lui è stato una delle tante persone incontrate con questo tipo di atteggiamento, e di volta in volta mi sono barcamenata per non vergognarmi di me”. Alla fine dei conti, analizzando la sua lunghissima carriera, giunge al punto di non sapere proprio cosa pensare. In passato si è infatti trovata a lavorare con attori accusati di molestie come Dustin Hoffman, Quentin Tarantino o Charlie Sheen, ma nessun ha mai cercato di approfittare di lei.

Da qui giunge alla seguente conclusione: alla luce di quanto successo, sarebbe necessario vedere il tutto sotto un diverso punto di vista.L’abuso di potere è imperdonabile, mettere la sessualità, il sesso per ottenere è una vergogna, e non la perdono a nessuno; però è necessario tenere conto di un dato: trent’ anni fa c’era un’altra percezione di questi episodi, quello che oggi incaselliamo in un modo, allora veniva derubricato a parte del sistema”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti rispetto a trent’anni fa la mentalità e il sentimento popolare è radicalmente cambiato. Un tempo gli atti di molestie erano tollerati ed era la stessa vittima a vergognarsene, non trovando il coraggio di denunciarli, o arrivando addirittura ad autoaccusarsi per quanto accaduto. Così come per il bullismo, oggi il mondo non perdona più questi atteggiamenti, da qui il rapporto sesso-potere viene visto non solo come contrario alla morale, ma anche alle leggi e ai diritti delle innumerevoli vittime.

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