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"Un amore così grande": l’amore declinato nelle sue diverse sfaccettature

L’esordio sul grande schermo del trio "ll Volo", nel film "Un amore così grande", nel ruolo di giovani mentori che scoprono il talento naturale di un ragazzo sconosciuto, loro coetaneo, e lo aiutano a raggiungere il successo.

Cinema
Pubblicato il 14 settembre 2018, alle ore 15:14

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"Un amore così grande": l’amore declinato nelle sue diverse sfaccettature

Come annunciato dal titolo, l’amore, declinato nelle sue diverse forme, è il leitmotiv che permea tutta la storia di “Un amore così grande“, opera prima del regista televisivo Cristian de Mattheis, in uscita nei cinema dal 20 settembre. Il film è prodotto da Federica Andreoli, che ne ha curato anche il soggetto, e da Michele Calì. Non solo l’amore romantico tra i due giovani protagonisti, interpretati da Giuseppe Maggio e Francesca Loy, ma anche quello tra genitori e figli, tra maestra e allievo, tra amici, e soprattutto l’amore per la musica che è il vero filo conduttore e il legame che unisce in un abbraccio simbolico tutti i personaggi del film.

Ad unirli è la passione per un genere musicale generalmente considerato d’élite, la lirica, che qui viene invece presentata come una forma d’arte accessibile a tutti, fino a costituire persino esercizio di un karaoke di strada in un cui chiunque può cimentarsi, proposto da giovani per i giovani. In questo risiede la vera particolarità del film che vede nella partecipazione de “Il Volo” la sua ragione d’essere. Come più volte esplicitato dai tre membri del trio, infatti, il tourNotte Magica”, la cui locandina si nota fin dall’inizio del film, nasce proprio con l’intento di avvicinare i giovani alla lirica come solo “tre ragazzi di vent’anni possono fare”, in una prosecuzione ideale del progetto avviato da Pavarotti per portare l’Opera “fuori dai teatri” e renderla fruibile al grande pubblico.

La presenza dei tre giovani cantanti, i due tenori Piero Barone e Ignazio Boschetto e il baritono Gianluca Ginoble, che impersonano loro stessi, non è in realtà un semplice cameo ma attraversa tutto il film, in cui svolgono il ruolo di giovani mentori in grado di capire il talento e di incoraggiare e accompagnare il protagonista al successo che merita.

Verona, la città di Romeo e Giulietta, dove è ambientato il film, costituisce quindi la cornice ideale, poiché è al tempo stesso città dell’amore per antonomasia e tempio della lirica con la sua rinomata Arena. La trama restituisce tuttavia alla città anche il suo ruolo di città simbolo dell’amore contrastato, del destino che prima unisce gli amanti e poi tenta di dividerli. L’amore per la musica si dimostra allora l’unica forza propulsiva in grado di trasformare la sofferenza in passione e creatività.

Una storia d’amore, quindi, che ne esplora le diverse sfaccettature ed il cui significato è racchiuso nel titolo che è anche quello di una delle canzoni più belle della tradizione musicale italiana, “Un amore così grande”, composta dal maestro Guido Maria Ferilli, sulle cui note si chiude l’ultima scena del film.

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Cosa ne pensa l’autore
Patrizia Ciava

Patrizia Ciava - Ho potuto assistere all'anteprima del film, presentato a Roma al cinema Adriano lo scorso 12 settembre, e ho così potuto riportare le mie impressioni riguardo questo articolo. I tre giovani artisti de "Il Volo", pur essendo alla loro prima esperienza cinematografica, appaiono disinvolti e spontanei come sempre. La loro partecipazione offre la chiave di lettura al film, il cui intento è quello di fare apprezzare ai giovani un genere musicale considerato da molti “antiquato” e d’élite, ovvero la lirica.

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