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Sylvester Stallone svela di aver rischiato la vita sul set di "Rocky IV"

Ospite del Festival di Cannes dove ha presentato in anteprima mondiale il film “Rambo: Last Blood”, Sylvester Stallone ha anche ricordato quanto accaduto sul set di Rocky IV, dove un colpo inferto da Dolph Lungren ha rischiato di ucciderlo sul colpo.

Cinema
Pubblicato il 30 maggio 2019, alle ore 01:25

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Sylvester Stallone svela di aver rischiato la vita sul set di "Rocky IV"

Dell’intera saga di Rocky Balboa, il celebre pugile italo-americano interpretato da Sylvester Stallone e conosciuto anche con il soprannome di “Stallone italiano”, uno degli avversari più temibili è stato senza dubbio Ivan Drago. La trama del film vede il giovane ma temibile pugile sovietico – una vera macchina da guerra creata per triturare qualsiasi avversario – che, dopo aver ucciso sul ring Apollo Creed, decide di accettare la sfida lanciata da Rocky Balboa.

Nel match che verrà disputato in Unione Sovietica, a prevalere sarà l’americano, vendicando così l’amico ucciso in combattimento qualche mese prima. Allo stesso tempo, Balboa utilizza il match come occasione per lanciare un messaggio di distensione tra le due superpotenze USA-URSS.

Ma se nella finzione cinematografica a prevalere fu Stallone, nella realtà le cose andarono ben diversamente. Come raccontato dall’attore di origini italiane, intervenuto al Festival di Cannes per promuovere in anteprima mondiale il film “Rambo: Last Blood“, durante le riprese di Rocky IV si verificò un incidente che avrebbe potuto costargli la vita.

In quel quarto capitolo datato 1985, Sly ha ricordato la sua spasmodica ricerca della perfezione coreografica. Ogni scena venne curata nei minimi dettagli, nel tentativo di rendere la lotta sul ring più credibile ed emozionante. Proprio in ragione di questo obiettivo, Stallone chiese a Dolph Lundgren di fare sul serio: “Prova a mandarmi ko. Colpiscimi più forte che puoi”, fu la sua richiesta, rivolta al collega più giovane.

L’idea non fu però delle più brillanti. Come da lui stesso ricordato, il colpo fu così forte che l’attore si sentì fermare il cuore. “L’unica cosa che ricordo sono io su un aereo in volo a bassa quota, direzione pronto soccorso. Fui costretto al ricovero in terapia intensiva per quattro giorni, circondato da suore”. Tutto ciò non ha però minato il loro rapporto, anzi, con il tempo Stallone e Lundgren sono diventati buoni amici.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti, quando al cinema si vuole fare a meno della finzione, il rischio di farsi male è sempre dietro l’angolo. Per fortuna di Sylvester Stallone, il colpo, pur essendo molto duro, non è stato letale, diversamente oggi non avrebbe avuto modo di raccontarlo e probabilmente un film come "Rocky IV" sarebbe stato ricordato per ben altri motivi.

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