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Simba, il Re Leone, torna a ruggire sul grande schermo

E' arrivato nei cinema il film dell'amato classico Disney "Il Re Leone", film che ha diviso a metà il pubblico ma che ha fatto sognare ed emozionare le nuove e le vecchie generazioni.

Cinema
Pubblicato il 23 agosto 2019, alle ore 13:49

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Simba, il Re Leone, torna a ruggire sul grande schermo

Per il cinema ed i cineamatori il 21 Agosto 2019 è stato un giorno attesissimo per via dell’uscita del live-action “Il Re Leone“, una storia che ha appassionato bambini e bambine per 25 anni. Con Jon Favreu alla regia, la storia rimane invariata, vengono solo aggiunti alcuni dettagli e retroscena che nel cartone della Disney non venivano spiegati o vengono tolti altri piccoli dettagli così da indorare un po’ la pillola alle nuove generazioni.

Non ci sono personaggi aggiuntivi né viene effettuata una qualche diminuizione; come sappiamo, l’Italia è uno tra i pochi Paesi in cui i film vengono ridoppiati, vantiamo infatti una tradizione nel doppiaggio eccelsa ma, in questo caso, non sono stati scelti doppiatori professionisti. 

Infatti, la Disney ha puntato più sulle celebrità: troviamo come effettivi doppiatori Luca Ward e Massimo Popolizio che prestano la voce rispettivamente a Mufasa e Scar, mentre Elisa e Marco Mengoni doppiano sia nel parlato che nella parte cantata Nala e Simba. Invece, Edoardo Leo e Stefano Fresi prestano la voce a Timon e Pumbaa.
Il lavoro di doppiaggio è stato molto arduo a detta stessa di Elisa e Mengoni.

La tecnica di realizzazione è stata a lungo discussa, non è un remake, non è un live action, non è un documentario eppure sembra tutto questo grazie ad un eccelso lavoro di digitalizzazione: osservando in particolare i leoni, è possibile notare anche dal loro fisico l’andamento della storia, quando sono più magri a causa della carestia oppure quando sono in buona salute quando invece il territorio è rigoglioso; i piccoli dettagli come i peli o le sottili righe intorno al naso sono veramente studiati al millimetro.

Il messaggio di questa storia rimane, a volte occorre un po’ perdersi per ritrovarsi e purtroppo la vita non è sempre in discesa perfino se fin dal tuo primo giorno sei destinato ad essere re. Rimangono come nello stile del classico animato dei messaggi nel sottotesto del film: nella figura di Scar vediamo un dittatore che vuole instaurare un regime totalitario addirittura arruolando le iene che sono il suo nemico naturale, mentre in Timon e Pumbaa vediamo delle figure sostitutive genitoriali come a voler suggerire che comunque Simba ha una rete di supporto non necessariamente costituita da una mamma e un papà.

Leggendo sul web i vari commenti, anche quest’ultima ‘fatica’ spacca a metà gli spettatori: alcuni -attaccati al classico animato Disney- non lo accettano appellandosi al fatto che le emozioni sono molto fredde perchè gli animali sono troppo reali e tutto ciò che passa dallo sguardo non arriva, come se si dovesse rimanere un po’ distanti dai personaggi; quindi la critica riguarda la troppa realtà che ostacola le libertà che si possono prendere nel cartone animato. Un’altra parte di spettatori invece è tornata a casa con locandina del film e secchio dei pop corn brandizzato per l’occasione, contenta che la trama non sia stata stravolta e dei piccoli dettagli in più o in meno.

Che sia piaciuto o meno, “Il Re Leone” è al momento uno dei film con il maggiore incasso di sempre, sintomo che qualcosa di buono la Disney e Favreu hanno fatto.

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Cosa ne pensa l’autore
Alessandra Guidi

Alessandra Guidi - Dopo aver visto "Il Re Leone" il primo giorno di uscita in sala, ho voluto scriverne e saperne l'opinione altrui. Per quanto mi riguarda un ottimo film, sicuramente si percepisce un po' di freddezza in più a causa della digitalizzazione ma la tecnica perfetta mi fa perdonare tutto, come il fatto che non ci sia stato uno stravolgimento della trama. Inoltre, il doppiaggio su cui tutti avevano dubbi risulta davvero ottimo seppure la maggior parte dei doppiatori sia rappresentata da cantanti e attori.

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