Sean Penn si prepara a essere uno dei protagonisti invisibili degli Oscar di quest’anno. Nominato nella categoria “miglior attore non protagonista”, l’attore americano potrebbe decidere di non presenziare alla cerimonia, che in Italia sarà trasmessa in diretta su Rai1 domenica 15 marzo a partire dalle 23.30. Dopo aver saltato già due appuntamenti fondamentali della stagione, Penn mantiene una certa aura di imprevedibilità che lo contraddistingue da sempre.
Variety segnala che, al momento, la sua partecipazione al Dolby Theatre non è confermata. La sua stagione dei premi è stata caratterizzata da assenze e momenti fuori programma. Ai Golden Globe, ad esempio, Penn è stato protagonista di un episodio insolito, fumando all’interno dell’Hotel Beverly Hilton, mentre sul palco non è riuscito a prevalere su Stellan Skarsgård. In seguito, ha ottenuto due importanti riconoscimenti, Actor Award e Bafta, senza ritirare fisicamente i premi.
L’eventuale assenza agli Oscar sarebbe certamente un vuoto di grande impatto, considerando quanto Penn sia noto per discorsi intensi e politicamente coinvolgenti, capaci di trasformare ogni momento in un episodio memorabile. Chi ha seguito la sua carriera ricorderà il discorso durante la vittoria per Milk, quando invitò chi si opponeva al matrimonio tra persone dello stesso sesso a riflettere e a riconsiderare le proprie convinzioni.
Penn ha anche il talento di sorprendere con ironia tagliente: durante la premiazione di Birdman, rubò la scena al vincitore Alejandro González Iñárritu con una battuta sul permesso di soggiorno, provocando un istante di silenzio seguito da risate collettive. Il regista messicano, amico di lunga data, rispose scherzosamente chiarendo che non c’era alcuna offesa.
Memorabile è stato anche il momento in cui difese Jude Law da una battuta di Chris Rock, sottolineando l’importanza del collega con la sua consueta combinazione di ironia e passione per il cinema. Che sia presente o meno, Sean Penn continua a essere uno degli attori più imprevedibili e magnetici della sua generazione, capace di trasformare anche l’assenza in un evento che tutti ricordano.