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Roma

Roma: una mostra celebra il cinema di Sergio Leone

L'Ara Pacis di Roma rende omaggio al regista degli spaghetti western, ovvero Sergio Leone, con una mostra che lo celebra attraverso le sue idee, i bozzetti, le scenografie e il suo meraviglioso mondo, grazie alla famiglia Leone e agli archivi.

Cinema
Pubblicato il 22 dicembre 2019, alle ore 19:16

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Roma: una mostra celebra il cinema di Sergio Leone

“C’era una volta Sergio Leone” è il titolo di una mostra che, al museo dell’Ara Pacis della capitale d’Italia, celebra questo mito del cinema italiano ed è fruibile al pubblico fino al 3 maggio 2020. Una mostra che vuole commemorare il regista italiano a distanza di 30 anni dalla morte e a 90 anni dalla nascita.

Dopo il grande successo che ha ottenuto a Parigi nel 2018, dove si è tenuta presso Cinémathèque française, in co-produzione con la Fondazione cineteca di Bologna, giunge ora a Roma nella speranza di raccogliere gli stessi successi di pubblico e critica. Un’esposizione che è nata grazie all’idea agenzia Equa di Camilla Morabito e ha come scopo quello di raccontare il suo mondo sia a chi già lo conosce, ma anche a chi vuole saperne qualcosa in più e interessarsi maggiormente.

Il suo mondo è stato fin da sempre abituato al cinema, considerando che il padre Vincenzo, è stato regista del cinema muto con lo pseudonimo di Roberto Roberti. Un talento nella regia che nasce fin dalla famiglia. Non è un caso che uno dei capolavori di Sergio Leone dal titolo “Per un pugno di dollari” sia stato firmato dallo stesso regista con lo pseudonimo di Bob Robertson, come a ricordare il padre.

Nella sua breve carriera di regista del mondo western, ha dato vita al filone peplum con pellicole su tematiche storico-mitologico, adotta un nuovo stile per raccontare gli spaghetti western e consacra il grande successo con il film “C’era una volta in America”. Un film che avrebbe dovuto essere il sequel della battaglia di Leningrado che non è mai stata realizzata, in quanto il regista è morto intorno ai 60 anni e ne rimangolono solo alcuni frammenti.

Una esposizione in cui il pubblico ha modo di rivedere, rivivere il mondo di Leone grazie all’archivio e alla documentazione della famiglia Leone. Si ha la possibilità di entrare nel suo studio da dove tutto nasceva, oltre a immergersi in bozzetti, scene, costumi, ecc., compreso anche tantissime fotografie inedite con Angelo Novi, suo collaboratore storico.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Per chi non conosce Sergio Leone è sicuramente un'occasione per scoprirlo, viverlo, conoscerlo sotto un'altra ottica. Un'esposizione in cui si mostra non solo Leone come ideatore di alcune grande pellicole, ma anche le sue idee, il suo studio, tutto il backstage. Una mostra per ricordarlo e non dimenticarlo, oltre che ringraziarlo per ciò che ha dato al cinema italiano.

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