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Poveri ma ricchissimi: recensione del film

Recensione del film "Poveri ma ricchissimi" con Christian De Sica, Lucia Ocone, Enrico Brignano. Questo film è il sequel del fortunato "Poveri ma ricchi" dello scorso anno.

Cinema
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 08:40

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Poveri ma ricchissimi: recensione del film

“Poveri ma ricchissimi” è il sequel del fortunato film “Poveri ma ricchi” che lo scorso anno ha sbancato il botteghino grazie ad una idea originale e ad una comicità capace di trasportare lo spettatore a prescindere dall’età. Il filo sul quale si snoda l’intera vicenda è il divario tra ricchezza e povertà, tra valori concreti e valori artefatti.

La famiglia Tucci, numerosa e allargata come quelle di una volta, proviene dalla periferia estrema di Roma, mastica poco l’italiano ed è culturalmente livellata verso il basso. L’unico componente che sembra essere un fiore nato nel deserto è il figlio Kevi (la ‘n’ finale del nome è stata omessa a causa dell’ignoranza del padre!) il quale, oltre a leggere continuamente, dimostra di avere una dialettica che lascia perplessi i genitori che finiscono per considerarlo ‘strano’ rispetto ai canoni ai quali sono abituati.

La loro vita cambierà radicalmente quando la moglie di Danilo (Christan De Sica), Loredana (Lucia Ocone), riuscirà a vincere una somma di denaro molto ingente al lotto. Da lì inizieranno una serie di escamotage inizialmente volti a nascondere questa loro nuova condizione e che poi sfoceranno nell’ostentazione quando cambieranno città e scopriranno i vantaggi della ricchezza.

Nel sequel si prosegue sulla stessa linea d’onda, la comicità resta invariata, così come l’interpretazione della Mazzamauro che in entrambi i casi canalizza la vena ironica. Ottima l’interpretazione di Lucia Ocono nei panni della moglie di Christian De Sica che in questo secondo episodio sarà la protagonista di varie avventure e sarà anche portata a prendere delle scomode decisioni.

Non è da meno Brignano che in entrambi i film porta in scena un personaggio fuori dalle righe e anche fuori dai canoni classici della famiglia Tucci.“Poveri ma ricchissimi”, nonostante sia stato in grado di strappare risate, soffre del fatto di essere un sequel, così, mentre la storia è nuova e non manca di colpi di scena, l’idea rimane la stessa dell’anno precedente, facendo perdere qualche punto ad una commedia ilare che comunque, nel complesso, non delude.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuela Arlotta

Emanuela Arlotta - Piacevole la visione di questo film che mi ha regalato un pomeriggio in allegria con la mia famiglia. Adatto anche ad un pubblico giovane che trova sicuramente divertenti le gag dei personaggi strampalati che compongono la famiglia Tucci. Importante anche il messaggio trasmesso che mette al primo posto i valori importanti e la famiglia rispetto alla pura e semplice ricchezza.

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