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Pierce Brosnan sull’improvvisa fine del suo James Bond: “Non c’è rimpianto”

Durante un’intervista concessa al “The Guardian”, Pierce Brosnan è tornato a parlare della brusca fine del suo James Bond, un’esperienza sulla quale non ha rimpianti, pur essendo finita in malo modo.

Cinema
Pubblicato il 3 luglio 2020, alle ore 18:07

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Pierce Brosnan sull’improvvisa fine del suo James Bond: “Non c’è rimpianto”

Con un’intervista rilasciata al The Guardian, Pierce Brosnan ha avuto modo di ripercorrere la sua esperienza nei panni di James Bond, bruscamente conclusasi dopo aver preso parte a quattro film del celebre franchise. Come da lui ricordato, calarsi nella parte della spia britannica dopo la parentesi non proprio brillante di Timothy Dalton, non è stata un’impresa delle più facili. Per non deludere le aspettative, il 67enne attore irlandese ha cercato di ispirarsi a due icone della serie come Sean Connery e Roger Moore, ma a fronte dei numerosi sforzi, non si è mai sentito all’altezza di questi grandi interpreti.

Non a caso, parlando di quei quattro capitoli realizzati tra il 1995 e il 2002, Pierce Brosnan ammette di non aver alcun piacere a riguardarsi nelle vesti dell’agente con licenza di uccidere. “Non ho alcun desiderio di rivedermi come James Bond. Vedo che non lo interpreto bene. È una sensazione orribile”, ha fatto presente lasciando intuire che quando si parla di una leggenda intergenerazionale come 007, soddisfare le aspettative del pubblico non è mai una cosa semplice.

Ad ogni modo, a fronte delle sue insicurezze alle quali si aggiunsero le recensioni contrastanti dalla critica, l’attore riuscì a sbancare al botteghino, dando la sua disponibilità per prendere parte ad una quinta pellicola. Il progetto non ebbe però mai modo di decollare: l’attentato alle Torri Gemelle aveva radicalmente cambiato il contesto internazionale, stimolando la produzione a rivedere l’immagine del personaggio creato da Ian Fleming.

Per dar vita a questo nuovo corso, Pierce Brosnan venne licenziato in maniera improvvisa ed inaspettata. La notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno mentre si trovava alle Bahamas sul set di “After the Sunset”. La fine del rapporto comunicata a mezzo telefono, lo umiliò al punto da essersi sentito “preso a calci e buttato sul marciapiede”. Oggi però, a distanza di oltre un decennio, non nutre più alcun tipo di risentimento. “Non c’è rimpianto”, ha precisato aggiungendo che non permette a simili sentimenti di entrare a far parte del suo modo di vivere, in quanto portatori di miseria e di altri rimpianti.

Bond è stato un dono per la mia carriera di cui posso godere ancora oggi, e mi ha permesso di avere una vita professionale meravigliosa. Una volta che sei marchiato come un Bond, lo sei per sempre”. A fronte di questa premessa, dovendo con il tempo appurare che è più opportuno non rimuginare sul passato, l’attore ha concluso sostenendo che “quando l’avventura finisce, dovresti essere in pace con te stesso“.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Dal mio punto di vista, Pierce Brosnan ha avuto il difficile compito di interpretare l’agente segreto negli anni Novanta, periodo segnato dalla fine della divisione del mondo in due blocchi contrapposti. Purtroppo per lui, questo momento storico è stato presto soppiantato da un nuovo equilibrio mondiale, dove a farla da padrone è stato il terrorismo e la paura scaturita dagli attentati dell’11 settembre. A quanto pare questo cambiamento ha travolto anche l’attore, improvvisamente considerato anacronistico per un ruolo che necessitava di essere nuovamente rivoluzionato.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

03 luglio 2020 - 19:17:09

Interessante: mi ero sempre chiesto come mai ci fosse stato quel cambiamento radicale nel personaggio e nell'interprete.

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