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Moana Pozzi: 25 anni fa un male misterioso uccideva la leggenda del mondo dell’hard

Era il 15 settembre 1994 quando, per cause tuttora ignote, si spegneva all’età di 33 anni una delle attrici pornografiche più famose d’Italia. Icona di bellezza e trasgressione, Moana Pozzi rimane a tutti gli effetti una diva entrata nella leggenda.

Cinema
Pubblicato il 14 settembre 2019, alle ore 16:38

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Moana Pozzi: 25 anni fa un male misterioso uccideva la leggenda del mondo dell’hard

Sono trascorsi 25 anni dalla sua morte misteriosa, ma il ricordo di Moana Pozzi è più vivo che mai. L’attrice genovese, da tutti ricordata come una delle più fulgide stelle del mondo dell’hard tricolore, è considerata una leggenda che ha contribuito a sdoganare i tabù più voluttuosi e reconditi della società italiana.

Classe 1961, l’artista genovese ha il merito di aver colto le libertà scaturite con la rivoluzione dei costumi del 1968. Forte di questa intuizione, è riuscita come pochi a far breccia nella società edonista degli anni Ottanta. È proprio grazie a lei che il porno diventa un fatto culturale di cui non bisogna necessariamente vergognarsi. Fino a quel momento considerato una colpa, una volgare oscenità da condannare e combattere, con Moana Pozzi il mondo dell’hard diventa simbolo incontrastato di desiderio e trasgressione.

Lei che aveva iniziato a lavorare come modella, prima di entrare nel mondo a luci rosse ha avuto anche diverse esperienze sia in televisione che al cinema. Tra i vari film, partecipa anche al cult I Pompieri, in cui recitavano i più grandi protagonisti della comicità italiana degli anni Ottanta. Ha così modo di lavorare al fianco di Lino Banfi, Paolo Villaggio, Andrea Roncato, Gigi Sammarchi, Ricky Tognazzi, Massimo Boldi e Christian de Sica.

Il suo ingresso ufficiale nell’hard arriva però nel 1987 grazie a Riccardo Schicchi, un’avventura che non considera un punto di arrivo, ma un modo per poter esprimere la propria personalità in maniera anticonvenzionale, senza mai rinunciare ad una certa eleganza. “Ho fatto quello che volevo: diventare un personaggio diverso. Non posso dire di non esserci riuscita” ebbe modo di dichiarare a chi cercava di catalogarla, sperando di darle una precisa collocazione in quello che era il variegato mondo dello spettacolo italiano di allora.

Non a caso viene ricordata anche per il suo impegno politico e per aver rifondato il Partito dell’Amore, abbandonato nel 1991 dalla sua collega Ilona Staller. Candidata a sindaco di Roma sempre per lo stesso partito, Moana Pozzi pur non diventando mai primo cittadino della Capitale, non si diede mai per vinta. Ogni suo progetto veniva portato a termine con perspicacia e un’indiscussa forza di volontà. Anche nella primavera del 1994, nella trasmissione Tutti a Casa condotta da Pippo Baudo, affermava di far di tutto per rimanere una donna piacente. Purtroppo per lei, la morte giunse come un fulmine a ciel sereno dopo pochi mesi, stroncando sì la vita di un’attrice, ma facendo allo stesso tempo nascere una leggenda.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sarà trascorso anche un quarto di secolo, ma Moana Pozzi rimane un’icona unica nel suo genere. Lei che non si fermava di fronte a nulla, ha contribuito a far comprendere che il mondo dell’hard non era solo volgarità e depravazione. Sarà anche per questo che è diventata una leggenda, tanto che sono ancora in molti a credere che non sia morta, ma che così come Michael Jackson o Marylin Monroe viva segretamente ma soprattutto felicemente in qualche parte del mondo.

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