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Micaela Ramazzotti a Cannes con “Più buio di mezzanotte”

Con il film "Più buio di mezzanotte", Micaela Ramazzotti sbarca al Festival di Cannes 2014. La pellicola vede l'attrice nel ruolo di una madre catanese che ha un figlio gay

Cinema
Pubblicato il 17 maggio 2014, alle ore 17:58

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Micaela Ramazzotti a Cannes con “Più buio di mezzanotte”

Il film “Più buio di mezzanotte” sbarca al Festival di Cannes, in concorso alla Semaine de la Critique. Il film di Sebastiano Riso è ispirato alla vita di Fuxia, ovvero Davide Cordova, che esercita la professione di drag queen nel locale Mucca Assassina di Roma ed è ambientato a Catania. Micaela Ramazzotti ricopre il ruolo di Rita, madre di Davide, interpretato invece da Davide Capone, un ragazzo di 13 anni che è gay. Ad interpretare il ruolo del papà del ragazzo, Massimo, è Vincenzo Amato, che non accetta la condizione del figlio.

In un’intervista, Micaela Ramazzotti ha dichiarato: “Mi sento di festeggiare per questo film perché, secondo me, è nato un grandissimo autore, di grande carisma e fascino. Ho fatto poi questo film in un momento particolare, era nata da poco mia figlia e cullavo lei e anche Davide”.

Il regista dichiara di essersi documentato sulla vita di Davide Cordova, per capire fino in fondo quali fatti raccontare, avendo cura di eliminare gli estremi e far prevalere i lati poetici della sua storia. Il fatto che la madre fosse ipovedente e che il padre somministrasse una cura ormonale al figlio, causandogli gravi problemi, è stato raccontato nel film con molta delicatezza, evidenziando la condizione di un padre che non sapeva gestire un figlio diverso dagli altri nel profondo sud d’Italia.

Il regista aggiunge alla trama anche che una città come Catania, poco tollerante per quanto riguarda gli omosessuali, e dove gli omosessuali di giorno vivono nascosti. Dice ancora Riso: “Secondo me non è cambiato nulla in Italia e neppure in Sicilia. Mostro le viscere della città di Catania, quella che non si vede ne ‘Il bell’Antonio’. Catania è una città cinematografica dove ci sono zone poverissime, dove si usa il baratto e dove ci sono dei ragazzi che non sono mai andati al cinema e non conoscono il McDonald. Vi faccio un esempio: via delle Finanze, che è un mondo a parte”.

Una maggiore apertura verso l’omosessualità, secondo Riso, porterebbe a meno abusi, e il suo film racconta la profonda realtà che si respira ancora da queste parti, come se nulla negli ultimi anni fosse cambiato.

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