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Mel Gibson svela di essere stato ricoverato per Coronavirus

Il portavoce di Mel Gibson lo ha confessato solo adesso: ad aprile l’attore ha avuto il Coronavirus. Le sue sono state settimane di paura, ma è guarito grazie alla somministrazione del farmaco antivirale Remdesivir.

Cinema
Pubblicato il 27 luglio 2020, alle ore 16:37

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Mel Gibson svela di essere stato ricoverato per Coronavirus

Anche Mel Gibson si aggiunge alla lunga lista di star che sono state contagiate dal Covid-19. Dopo Tom Hanks, Idris Elba e la “Bond girl” Olga Kurylenko, anche il portavoce del due volte premio Oscar ha confessato che l’attore è stato colpito dal virus che dopo essere partito dalla Cina, ha raggiunto ogni angolo del nostro pianeta.

Lui che nel 1985 venne eletto dal settimanale People “L’uomo più sexy del mondo”, così come pubblicato sulle pagine del Daily Telegraph Australia ha dovuto affrontare in prima persona il Coronavirus. La sua lotta contro la malattia è iniziata ad aprile, quando è risultato positivo al virus. A quel punto dopo il ricovero presso una struttura sanitaria di Los Angeles, per lui sono iniziate le cure.

Le sue condizioni non proprio confortanti, hanno comportato la necessità di somministrare l’antivirale Remdesivir, un farmaco messo a punto qualche anno fa per arginare l’epidemia di Ebola che imperversava in Africa Occidentale. La terapia ha permesso al 64enne attore di guarire e risultare per tre volte negativo al tampone.

Ora che ha lasciato alle spalle questa triste esperienza, il divo di Hollywood è potuto tornare a lavorare sulla sceneggiatura del secondo capitolo de La passione di Cristo, la pellicola girata nel 2004 in Italia, che aveva fatto molto discutere per le scene di brutale violenza legate alle ultime ore di vita e alla crocefissione di Gesù.

Oltre che per il sequel di questo controverso colossal, di Mel Gibson si è tornato a parlare poco più di un mese fa, quando la collega Winona Rider lo ha accusato di essere antisemita e omofobo. Come raccontato dall’attrice nel corso di un’intervista al Sunday Times, durante una festa tenutasi diversi anni fa, il protagonista della quadrilogia di Arma Letale si sarebbe lasciato andare a delle battute di pessimo gusto sia nei suoi confronti (Winona Rider è di origini ebraiche da parte di padre), che verso un suo amico omosessuale che la stava accompagnando al ricevimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il Coronavirus dimostra ancora una volta di non guardare in faccia nessuno. Per quanto si è potuto appurare in questi mesi di pandemia, a mettere in apprensione è l'imprevedibilità del virus: una volta che si viene colpiti, lo si può sconfiggere in maniera silente, oppure può manifestarsi in modo talmente grave da costringere il ricovero in ospedale. L’attore deve far parte di coloro che rientrano in quest’ultima categoria, ma per sua fortuna, nonostante lo spavento iniziale, è guarito e può tornare alla vita di tutti i giorni.

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