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"Love, Antosha", il toccante documentario dedicato ad Anton Yelchin

La morte di Anton Yelchin fu un fulmine a ciel sereno per i numerosi fan dell'attore di origine sovietica protagonista di numerose pellicole, ora la sua storia e il suo rapporto con la recitazione viene racconto attraverso il documetario Love, Antosha.

Cinema
Pubblicato il 15 giugno 2019, alle ore 14:58

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"Love, Antosha", il toccante documentario dedicato ad Anton Yelchin

Love, Antosha“, il documentario proiettato lo scorso 11 giugno durante il Biografilm Festival di Bologna, getta nuova luce sulla vita di Anton Yelchin, giovane attore di origine sovietica naturalizzato negli Stati Uniti, soprattutto riguardo al suo rapporto con la recitazione e le sue numerose passioni.

Dietro la telecamera a diriggere la pellicola c’è Garret Price, alla sua prima esperienza come regista, che ha scelto proprio alcune dichiarazioni registrate di Yelchin prima della sua scomparsa per raccontare passo passo le immagini della sua infanzia e della sua relazione con il mestiere d’attore, rendendo il documentario toccante e molto commovente.

In seguito, com’è visibile dal trailer, dalla sua storia si passa a ricordare la scomparsa dell’attore, avvenuta a soli 27 anni, il 19 giugno 2016, a casua di uno sfortunato e grottesco incidente, mentre i suoi colleghi di lavoro condividono diversi aneddoti su di lui. Tra gli altri nella pellicola compaiono Kristen Stewart, che confessa la sua cotta adolescenziale per l’attore che le spezzò il cuore, Willem Dafoe e Chris Pine.

Proprio questi ultimi compongono il ritratto di Yelchin sottolieneandone la personalità equilibrata e curiosa, che ha spaziato tra molteplici forme d’arte, a partire dalla recitazione fino alla musica, passando anche per la fotografia (le sue foto sono esposte alla Other Gallery di Los Angeles). Il particolare che traspare dal documentario e di cui i fan e addirittura diversi amici dell’attore non erano a conoscenza è la malattia di cui soffriva Anton, ovvero la fibrosi cistica, la patologia genetica ereditaria mortale più diffusa in occidente

La malattia, però, non gli ha mai impedito di esprimersi attraverso la sua grande passione per il cinema e l’arte in generale, regalandoci interpreatazioni uniche come il suo impacciato Charlie Bartlett o l’adolescente follemente innamorato nel film di culto “Like Crazy” di Drake Doremus. Il documentario in Italia non ha ancora una data di rilascio, mentre negli Stati Uniti la sua uscita è prevista per 2 agosto 2019.

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Cosa ne pensa l’autore
Sophi Zanin

Sophi Zanin - Ho adorato Anton Yelchin dal primo momento in cui l'ho visto nella pellicola Charlie Bartlett. In ogni film che ha interpretato mi ha regalato un'emozione e ora mi si stringe il cuore quando lo rivedo sullo schermo. La sua morte mi ha lasciato con l'amaro in bocca e venire a conoscenza della sua malattia mi ha colpito ancora di più, perché ho compreso meglio la passione che metteva nei suoi personaggi e nel suo modo di essere. Il documentario "Love, Antosha" è un grande omaggio alla sua memoria, ma non so se riuscirò a guardarlo dall'inizio alla fine senza versare lacrime.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

15 giugno 2019 - 20:02:36

Io lo ricordo nella simpatica parte del giovane Pavel Chekov di Star Trek, proprio con Pine.

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