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L’orribile vicenda del cane Angelo diventa un cortometraggio

Il cane Angelo venne prima seviziato e poi ucciso a Sangineto, in provincia di Cosenza, da quattro giovani che vennero successivamente condannati dal tribunale di Paola a 16 mesi di carcere. La vicenda è ora un film di prossima uscita.

Cinema
Pubblicato il 28 settembre 2018, alle ore 18:57

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L’orribile vicenda del cane Angelo diventa un cortometraggio

La storia del cane Angelo ha commosso e fatto riflettere tutta Italia quando, nel 2016, l’ex randagio dal pelo bianco di tre anni venne massacrato, seviziato e poi ucciso da ignoti in quel di Sangineto (CS); il cane era il beniamino di una comunità di anziani di una casa di riposo ed in cambio ricevette da questi assassini una violenza spietata.

Successivamente quattro giovani vennero rintracciati grazie a testimonianze ed immagini di videosorveglianza e finirono di fronte al tribunale di Paola (CS), il quale, nel corso del 2017, formulò la condanna a 16 mesi di reclusione per i capi di imputazione di maltrattamento ed uccisione di animale.

Per la terribile sorte di Angelo si mobilitò la società civile di Sangineto, il personale della casa di riposo, le istituzioni e le associazioni animaliste. Con loro ha seguito la vicenda anche Andrea Dalfino, regista esperto di pellicole cinematografiche e cortometraggi, che proprio in onore del cane “angelo”, volato in cielo, ha realizzato il film cortometraggio dal titolo “Angelo, vita di un cane di strada“.

Questo film è la definizione perfetta di un progetto venuto dal cuore. Alla base di tutto c’è la passione per la causa, per gli animali e per il filmmaking“. Dalfino ha potuto godere dei finanziamenti da parte delle associazioni animaliste per la sua idea ed del patrocinio da parte della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, alla quale verranno versati tutti gli incassi raccolti dal cortometraggio.

Ma ciò che mi ha spinto a scrivere, cercare finanziamenti e partner e infine dirigere la storia di Angelo è stata la volontà di combattere un tremendo senso di impotenza e di rabbia che la vicenda aveva suscitato in me. Un modo, insomma, per esorcizzare il dolore attraverso il ricordo e il cinema“. Quella di Dalfino è la stessa sensazione di malcontento e di ribellione che si prova quando atti così efferati vengono compiuti contro animali inermi.

Il cane Lapo è il protagonista della pellicola, proprio un ex-randagio come Angelo ed a lui molto somigliante, che è stato trovato, guarda caso, in un canile dell’Italia meridionale. Dopo la sua ottima interpretazione, Lapo è stato adottato proprio dal regista Andrea Dalfino ed in vari cinema d’Italia, nelle prossime settimane, si potrà ammirare questo film: “Angelo, vita di un cane di strada”.

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Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - L'opera del regista Dalfino, il film "Angelo, vita di un cane di strada", è il giusto omaggio alla vita di un cane che ha fatto tanto bene ed ha donato molto affetto agli anziani di una casa di riposo, nella loro ultima parte della vita: in cambio Angelo ha ricevuto un trattamento ed una morte tremenda ed ingiustificabile da parte di quattro giovani pieni d'odio, ora condannati. Il film offrirà ottimi spunti di riflessione sulla parabola che ha visto Angelo divenire da randagio a cane amatissimo, fino alla discesa improvvisa verso il suo assassinio. L'intento è quello di stigmatizzare questi eventi, affinché fatti del genere non possano mai più accadere.

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Commenti
Nicola Celentano
Nicola Celentano

30 settembre 2018 - 00:22:11

mi viene da piangere.

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