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Lino Banfi sul coronavirus: “La morte di un anziano non ha meno valore rispetto a un giovane”

Per mezzo di un messaggio rilasciato ad Adnkronos, l’83enne attore pugliese ha voluto precisare che sarebbe errato tirare un sospiro di sollievo pensando che il coronavirus risulti molto più letale per gli anziani.

Cinema
Pubblicato il 2 marzo 2020, alle ore 11:37

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Lino Banfi sul coronavirus: “La morte di un anziano non ha meno valore rispetto a un giovane”

Nel pieno dell’emergenza coronavirus, una delle poche certezze che è stato possibile appurare, è quella che i contagiati più a rischio sarebbero gli anziani con un quadro clinico già compromesso da altre patologie. In altre parole, a rischiare la vita sarebbero le persone in avanti con gli anni, già affette da altre malattie.

Questo aspetto particolarmente enfatizzato sia dalla politica che dalla comunità medica internazionale, da una parte ha permesso di mettere un freno alla psicosi dilagante degli ultimi giorni, ma dall’altra parte ha mandato su tutte le furie Lino Banfi, che proprio non ci sta ad essere considerato un cittadino di serie B.

Per mezzo di un messaggio rilasciato ad Adnkronos, il celebre attore pugliese ci tiene a ribadire che “se muore un nonnino non è che abbia meno valore della morte di una persona più giovane”. Il suo concetto sarebbe quindi molto semplice: la vita rimarrebbe sempre tale, indifferentemente dall’età di chi viene contagiato e rischia di non poter sopravvivere.

E a chi cerca di farsi forza, rammentando che il coronavirus risulti letale soprattutto per le persone più anziane, è lui stesso a voler far presente che da bambino, quando viveva a Canosa di Puglia, venne colpito da diverse malattie infettive. “Dovevo morire a dieci anni e oggi che ho 84 anni posso dire che quelle malattie mi hanno fortificato e rafforzato. Dunque, come nonno Libero, dico a tutti i vecchietti come me di non avere paura del coronavirus e di stare tranquilli, perché noi abbiamo gli anticorpi e siamo forti!”.

Così, dopo essersi tolto questo sassolino dalle scarpe, in ragione del suo mestiere che lo ha portato a far ridere anche nei momenti più tristi, il Nonno d’Italia ha voluto concludere ricordando che l’emergenza ha fatto riscoprire l’importanza dell’abitudine di lavarsi le mani. Sotto questo punto di vista, Ponzio Pilato forse non si sarebbe preoccupato più di tanto del virus, ciononostante è convinto che presto “nessuno di noi avrà più motivo di averne paura e ne rideremo”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Credo che Lino Banfi abbia ragione: la vita di ciascuno di noi è un bene preziosissimo, che ha lo stesso valore per tutti, indifferentemente dall’età, dal ceto sociale o dalla nazionalità. I più giovani, che pensano di essere immuni dalle conseguenze del virus, in qualche modo dimostrano poco tatto nei confronti dei più anziani, che come tutti ci tengono a rimanere in vita il più a lungo possibile.

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