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In Italia viene definitivamente abolita la censura nei film: "Lo Stato non può interferire con la libertà degli artisti"

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha firmato l'ordinanza in cui abolisce la censura cinematografica in Italia istituendo così la "Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche".

Cinema
Pubblicato il 6 aprile 2021, alle ore 18:35

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In Italia viene definitivamente abolita la censura nei film: "Lo Stato non può interferire con la libertà degli artisti"

Nella giornata di ieri il ministro della Cultura Dario Franceschini ha firmato un’ordinanza che abolisce in maniera definitiva la censura cinematografica in Italia. Con questa normativa viene semplicemente seguita la “legge del cinema” iniziata nel 2016, in cui il governo aveva chiesto un consulto anche a Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni e Paolo Sorrentino su come dare una nuova linfa al cinema italiano.

Il ministro Dario Franceschini annuncia la firma sull’ordinanza del 5 aprile 2021: “Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti. Un intervento ai sensi della Legge Cinema che introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche e non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala ne’ di uscita condizionata a tagli o modifiche”.

Seguendo sempre la linea del 2016 viene invece fondata la “Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche” con a capo il Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed è composta da 49 componenti scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori.

Nel decreto appena firmato la Commisione con a capo Alessandro Pajno devono classificare i film in quattro categorie: quelli dedicati ai maggiori di 6, 14 e 18 anni e infine il film adatto a ogni tipo di pubblico. Per confermare, o modificare la classificazione di un film avrà a disposizione un massimo di 20 giorni.

L’ultima grande censura che ha vissuto l’Italia in ambito cinematografico è per il film “Totò che visse due volte” uscito nel ’98 con la regia del duo Ciprì e Maresco. Alla vigilia della sua uscita nelle sale cinematografiche la pellicola venne vietata in tutta la penisola, per poi essere sbloccata in appello.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Probabilmente siamo i primi al mondo a fare una cosa del genere. Staremo a vedere come saranno i film nei prossimi anni, ma sicuramente dare la libertà agli artisti può essere un passo avanti per tutti coloro che lavorano nell'ambito della cinematografia.

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