Iscriviti

Encanto, il film più divisivo della Disney

Il 60esimo classico della Disney è l'apoteosi del nuovo linguaggio che la nota casa di produzione cinematografica per l'infanzia ha deciso di adottare col suo pubblico, di cui il capostipite è "Frozen".

Cinema
Pubblicato il 12 gennaio 2022, alle ore 17:27

Mi piace
6
0
Encanto, il film più divisivo della Disney

Il nuovo film Encanto, nato dall’idea dei suoi due produttori Biron Howard (già produttore di altri capolavori come Zootropolis e Rapunzel) e Jared Bush è sicuramente tra i più divisivi e controversi film che la Disney abbia prodotto negli ultimi anni.

E’ la storia dei Madrigal, una famiglia speciale alla quale una magica entità dona un “miracolo” rappresentato da una candela, apparsa in dono cinquanta anni prima dell’inizio della storia ad Abuela, la capostipite della famiglia, in fuga assieme a suo marito e al suo villaggio da alcuni predoni che non appaiono mai chiaramente allo spettatore se non sotto forma di sagome nere e inquietanti. La candela è la rappresentazione dell’unione familiare, della speranza che si possa ricominciare insieme, nonostante le enormi difficoltà della vita e che si possa costruire una comunità migliore e proteggendosi a vicenda, tanto che concede dei talenti a tutti i membri delle generazioni dei Madrigal.

Abuela, tuttavia, nel corso della vita dimentica il valore di questo dono e negli anni successivi, ovvero durante la storia narrata nel film, sembra dare più importanza ai singoli talenti che la sua famiglia possiede, rispetto che alle persone che la compongono: le nipoti Luisa e Isabela (“Potenza e Grazia”) risultano essere giovani figure infelici a cui non è concesso mai pienamente di cedere alla debolezza o di essere completamente sé stesse, anche coi propri difetti, accettando di essere sfruttate dal villaggio, come nel caso di Luisa che acconsente ad ogni richiesta di forza-lavoro le venga proposta, o di non fallire mai, come Isabela che evoca solo bellissimi fiori e accetta addirittura che le venga scelto un marito; Antonio, un bambino di appena cinque anni, che risulta parecchio ansioso al momento della “cerimonia del talento”, terrorizzato dal non rispettare le aspettative che la famiglia ha risposto in lui, specialmente dopo il “fallimento” di Mirabel, la protagonista, a cui non fu assegnato alcun potere; Bruno, il personaggio forse più straziato e tormentato, la cui predisposizione a compiere temibili profezie fa traballare la bolla di perfezione che Abuela desidera per la sua famiglia, tanto da vedersi costretto a scomparire per anni.

In tutto ciò, emerge la protagonista Mirabel, senza alcun talento e assolutamente ordinaria che però sembra essere per assurdo la più speciale: difatti, è forse l’unica che si vede interagire in modo più profondo con i personaggi, interessarsi del loro benessere e l’unica davvero determinata a salvare la magia della candela, anche se sa che ciò non cambierebbe assolutamente il suo status di emarginata. Il suo unico interesse, tuttavia, sembra essere la sola felicità della sua famiglia, anche a scapito della propria.

Questa rapida analisi, che non presenta spoiler nel caso non si fosse ancora visto il film, serve a far riflettere sul perchè questo film sia così divisivo.

Tematica e assenza di un villain

L’insegnamento da trarre da questo film non è perfettamente focalizzato, poichè è aperto a molte interpretazioni:

  • Decostruzione della cosiddetta “famiglia tradizionale”, incarnata dal personaggio di Abuela, in contrasto perenne con Mirabel.
  • Discriminazione all’interno della famiglia nei confronti del “diverso” (Bruno, che risulta l’outsider della famiglia e che non sembra rispecchiarne la patina perfetta che Abuela ha impostato e Mirabel che potremmo tranquillamente paragonare a chi non desidera diventare genitore, un’omosessuale ecc.).
  • Razzismo, come nella scena in cui una giovane Abuela scappa da oscuri predoni che danno alle fiamme il suo villaggio.
  • La differenza generazionale che, inevitabilmente, crea scontri e spaccature.

Non c’è effettivamente una sola interpretazione, tutte le tematiche elencate possono essere individuate, come potrebbe non esserne nessuna e forse il problema risulta essere proprio questo: l’assenza di un messaggio diretto. Specialmente, se pensiamo al target di pubblico a cui il film è rivolto, troppo giovane per avere l’esperienza per essere coinvolto nelle dinamiche familiari e quindi comprenderne le problematiche.

L’assenza di un villain, invece, in questo film si avverte. La propensione che la Disney ha avuto negli ultimi anni a comunicare che “il peggior nemico di noi stessi siamo noi” ha messo un po’ in secondo piano l’importanza di comunicare in modo semplice e diretto il messaggio stesso del film. La figura del villain, per antonomasia quella con l’antitesi dei valori del protagonista, non è assolutamente da sottovalutare specialmente quando l’insegnamento che si vuole comunicare è così complesso e maturo; una figura opposta al protagonista che, piuttosto che essere servizievole come i componenti dei Madrigal, fosse invece una persona che quasi abusava del dono della candela, avrebbe veicolato un messaggio semplice e più comprensibile: mai usare il proprio talento o i propri poteri per distruggere il prossimo.

Tuttavia, nonostante gli elementi qui esposti siano ragionevoli motivi di divisione nel pubblico, la pellicola risulta comunque molto piacevole e scorrevole, le canzoni sono il fiore all’occhiello che accompagnano la narrazione e i personaggi risultano essere estremamente coinvolgenti e simpatici.

Dopotutto, nonostante i suoi difetti, è un film che fa molto parlare di sé. E, nel mondo del cinema e della pubblicità, questo è ciò che conta davvero.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Jessica Pelligra

Jessica Pelligra - Il film è sicuramente molto piacevole e lo si guarda anche più di una volta, ha una colonna sonora e delle canzoni davvero orecchiabili e coinvolgenti, alcuni personaggi sono molto divertenti. Tuttavia, secondo me non ha la "magia" tipica dei film Disney e risulta davvero difficile immedesimarsi nella protagonista a meno che non si sappia davvero di cosa si stia parlando, quindi un bambino non percepirebbe appieno il messaggio.

Lascia un tuo commento
Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

12 gennaio 2022 - 17:59:46

Gran bella analisi.

0
Rispondi
Fabrizio Ferrara
Jessica Pelligra

12 gennaio 2022 - 18:33:27

Grazie mille! Non vedo l'ora di dare un'occhiata anche ai tuoi articoli.

0
Letizia Gargano
Letizia Gargano

13 gennaio 2022 - 16:10:05

Sei stata molto brava e completa nelle analisi e in tutto l'articolo. Ora anche io vorrei vedere questo film!

0
Rispondi
Letizia Gargano
Jessica Pelligra

13 gennaio 2022 - 16:19:43

Sono felice che ti sia piaciuto! Tutto sommato è molto godibile e divertente, magari se noti qualcosa in più di quanto ho riportato, mi farebbe piacere saperlo. Grazie mille!

0
Letizia Gargano
Fabrizio Ferrara

19 gennaio 2022 - 17:15:54

Visto un paio di giorni fa io: dannazione...ho ancora le musichette in testa :(

0
Letizia Gargano
Jessica Pelligra

19 gennaio 2022 - 18:58:38

Io mentre lavoravo canticchiavo "Non si nomina Bruno", ti capisco!

0
Vera Schirru
Vera Schirru

18 gennaio 2022 - 22:14:25

Complimenti, bella analisi. Vorrei dare la mia opinione qualcosa su qualcuna delle tue riflessioni. I temi: è vero sono tanti, ma penso che siano tutti chiari ed efficaci, alcuni sono più per adulti, ma la grandezza dei film Disney sta proprio nell'avere più chiavi di lettura. Il villain: "villain" significa cattivo, e sinceramente penso che in questo film non fosse necessaria la presenza di un personaggio simile, però c'è un antagonista, ovvero un personaggio con l'antitesi dei valori del protagonista, per citare le tue testuali parole, si tratta di abuela. Infine il razzismo: qui ti sbagli, non c'è questo tema nel film. La scena della fuga di Abuela e il marito rappresenta una guerra civile, agli inizi del '900 erano frequenti in Colombia. Questo fatto viene solo abbozzato ma è giusto che sia così perché non è il tema centrale del film. Comunque io ho amato questo film, per me è tra migliori degli ultimi 10 anni.

0
Rispondi
Vera Schirru
Jessica Pelligra

19 gennaio 2022 - 19:07:50

Grazie della tua opinione assolutamente ben accetta! Mi piace ascoltare anche altri punti di vista, spero che interagiremo anche in futuro. :)

0