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È polemica sull’ultimo film di Ezio Greggio: “Offende i morti della pandemia”

Al cinema dal 15 ottobre, “Lockdown all’italiana” è il film che segna il ritorno di Ezio Greggio sul grande schermo. La trama della pellicola non ha però incontrato il favore di alcuni internauti, che hanno aspramente criticato il conduttore piemontese.

Cinema
Pubblicato il 21 settembre 2020, alle ore 18:25

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È polemica sull’ultimo film di Ezio Greggio: “Offende i morti della pandemia”

Dopo lo stop forzato per via della quarantena, il cinema italiano prova a ripartire all’insegna della comicità. Una delle pellicole che per prime racconterà come gli italiani abbiano affrontato le difficili settimane della pandemia è Lockdown all’italiana, progetto che tra le altre cose segna il ritorno al cinema di Ezio Greggio

Lo storico conduttore di Striscia la Notizia, insieme con Paola Minaccioni, Martina Stella e Ricky Memphis, si calerà nella drammaticità di un Paese sconvolto dall’imperversare del Covid-19. Tra convivenze forzate, smart-working e l’esigenza di praticare una minima attività sportiva, i quattro interpretano le vicende di due coppie afflitte da una crisi che il confinamento domestico rischia solo di aggravare.

Con queste premesse, pur raccontando in maniera ironica la quarantena, il film si candida a lanciare alcuni spunti di riflessione riguardanti l’incapacità di risolvere i problemi e di condividere gli stessi spazi. Sotto questo punto di vista, la pandemia è la causa di forza maggiore che sconvolge la quotidianità, catapultando i protagonisti in una nuova realtà che permette di scoprire i lati più sconosciuti e inaspettati del partner. 

Tra i tanti internauti che hanno apprezzato il progetto, dicendosi ansiosi di assistere al film che segna l’esordio di Enrico Vanzina alla regia, c’è stato qualcuno che non ha affatto condiviso il tema trattato. “Mmm ideona proprio… 35000 morti… scuole che non si capisce una se*a… e facciamo una commedia su una delle pagine più tristi della Repubblica Italiana… come se fosse successo 100 anni fa…”. ha scritto un utente di Instagram. 

Alla polemica che ne è scaturita, Ezio Greggio ha cercato di smorzare i toni, facendo presente che prima di arrivare a facili conclusioni, bisognerebbe andare al cinema a vedere il film. Una volta visto, si avrebbe modo di capire che quella realizzata è una commedia amara ma comunque non irriverente. In altre parole non avrebbe nulla a che vedere con i morti da Coronavirus, ma si focalizzerebbe sulle mille difficoltà che le coppie italiane hanno dovuto affrontare durante il tragico periodo del lockdown. Anche Enrico Vanzina ha risposto alle accuse, precisando che dopo aver toccato la morte con mano, non sarebbe affatto in grado di scherzare su un tema così serio e profondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Anche “La vita è bella” di Roberto Benigni fu aspramente criticata perché a giudizio di qualcuno ridicolizzava l’olocausto. In verità il suo approccio non aveva alcuna intenzione di sfruttare una tragedia per farne una commedia, anzi, fu un modo inedito e geniale per evidenziare quello che per Hannah Arendt era la banalità del male. Anche qui non c’è nessuna intenzione di insultare o prendere in giro i morti per Coronavirus, più che altro ci si vuole soffermare su un aspetto sociale che ha lasciato il segno durante il lockdown, rappresentato dall’aumento dei divorzi e delle difficoltà delle coppie, costrette come mai fino ad allora a vivere insieme per intere settimane.

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Commenti
Giorgio Mosto
Giorgio Mosto

27 settembre 2020 - 23:51:53

davvero un bell'articolo mi farebbe piacere se tu leggessi i miei e mi lasciassi qualche consiglio

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