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Carlo Verdone, cinema di successo: "Parlare con coraggio dei problemi della gente"

Premiato a Lecce "Cuori Puri" di Roberto De Paolis. Sono risultati finalisti Antonio Padovan per "Finché c'è prosecco c'è speranza" e Simone Godano per "Moglie e marito".

Cinema
Pubblicato il 16 aprile 2018, alle ore 10:07

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Carlo Verdone, cinema di successo: "Parlare con coraggio dei problemi della gente"

Carlo Verdone il 14 aprile ha consegnato, anche a nome dei fratelli Silvia e Luca, il premio Mario Verdone, al regista Roberto de Paolis per il film “Cuori puri“. Nell’occasione Carlo ha espresso il suo pensiero sul modo odierno di fare cinema.

Il riconoscimento “premio Mario Verdone” è stato istituito, in memoria del padre dei fratelli Verdone, dal Festival del Cinema Europeo, dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, insieme al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e alla famiglia Verdone. Giunto alla IX edizione, è da sempre destinato a un giovane autore – età massima 40 anni -, che nell’ultima stagione cinematografica con la sua prima opera abbia saputo distinguersi.

Qualità, impegno e originalità narrativa, hanno convinto la Giuria a premiare “Cuori puri“, nella motivazione della scelta tra l’altro si legge “un film intenso e insieme carico di realismo che rivela con l’attualità del tema, una capacità narrativa forte fin dalle prime inquadrature“, come riporta “lagazzettadelmezzogiorno.it“.

Verdone, nel suo intervento al Festival, non ha nascosto la difficoltà a scegliere il vincitore, avrebbe voluto “premiare tutti e tre i finalisti“, ma “il film di Roberto ci ha convinto perché è molto forte nella sua semplicità, sa raccontare l’amore in sua situazione estrema“. In finale era arrivato Antonio Padovan con “Finché c’è prosecco c’è speranza” e Simone Godano con “Moglie e marito“. Escluso dal concorso per ragioni familiari, riceve un Premio speciale Andrea De Sica per il film “Figli della notte“. 

Carlo Verdone nel suo intervento ha espresso la convinzione che i film devono parlare alla gente, devono sì piacere al pubblico, “ma anche azzardare di più nei soggetti, parlare, anche in una commedia, di problemi che la gente senta propri“. Diventa necessario, secondo Verdone riuscire a trovare “una struttura narrativa originale“, più lo si fa è e “meglio è“. Il fatto di aver perso il 49% degli spettatori deve far pensare il mondo cinematografico.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che parlare dei problemi della gente, dei problemi comuni - piccoli e grandi, vicini e lontani -, abbia un buon impatto nelle sale cinematografiche. Oggi non esistono problemi "lontani" grazie ai media, come non esistono problemi "piccoli"... quando investono la "vita". E' arte coglierli e non renderli superficiali, cercare delle soluzioni impensate ma possibili. Buon lavoro.

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