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Cannes 2020, Spike Lee è il primo presidente di giuria di colore

Nel mese di maggio, il Festival di Cannes si prepara ad assegnare la Palma d'Oro e, quest'anno, dopo Alejandro Inarritu, a presiedere la giuria, è Spike Lee, regista di colore, il primo nella storia della kermesse cinematografica.

Cinema
Pubblicato il 16 gennaio 2020, alle ore 09:42

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Cannes 2020, Spike Lee è il primo presidente di giuria di colore

Sebbene il Festival di Cannes sia ancora un po’ lontano, cominciano a delinearsi i primi nomi che faranno parte della kermesse. Una novità è sicuramente la presenza in giuria di Spike Lee, il primo presidente di colore nella storia. Si è giunti alla 73esima edizione che assegnerà la Palma d’Oro di una manifestazione che avrà luogo sulla Croisette dal 12 al 23 maggio.

Lo stesso regista che ha saputo di presiedere la giuria grazie a una telefonata che ha ricevuto, come si legge in una nota di Hollywood Reporter, non riusciva a crederci e si esprime in questi termini: “Quando ho ricevuto la telefonata in cui mi è stata offerta l’opportunità di essere presidente della giuria di Cannes per il 2020 sono rimasto scioccato, felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo”.

Lo stesso regista ha poi proseguito affermando che il Festival di Cannes è stata una tappa importante del suo percorso e della sua carriera artistica. Secondo Spike Lee, si tratta di un festival cinematografico, considerato, a suo dire, il più importante al mondo che ha dato una svolta, ha segnato un passo decisivo e importante nel cinema mondiale che lui stesso ha contribuito a rafforzare.

Inoltre, si dice soddisfatto, in quanto è la prima persona della diaspora africana a poter ricoprire questo importante ruolo. Un regista che, a Cannes, ha vinto numerosi premi, tra cui il Prix de la jeunesse nel 1986 per il suo primo lungometraggio dal titolo “She’s Gotta Have It”. E’ stato poi presente in altri anni con pellicole quali: “Girl 6′- Sesso in linea”, fuori concorso, ma anche con “La25esima ora” nel 2002 per poi tornare nel 2018 con “BlacKkKlansman” con il quale ha vinto il Grand Prix Speciale.

Il Festival di Cannes è stato per lui anche motivo di qualche discussione, come quella avvenuta con Wim Wenders che guidava la giuria nel 1989, mentre il premio fu assegnato a un film di Soderbergh. Una piccola discussione che non ha lasciato strascichi e di cui lo stesso regista si dice pentito. L’anno scorso, il presidente di giuria era Alejandro Innaritu che ha consegnato la Palma d’Oro a “Parasite” di Bong Joon che si è aggiudicato anche il Golden Globe. Al Festival di Cannes, quel film è in lizza per ben sei Oscar.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Sicuramente un grande passo in avanti per il Festival di Cannes, che ha deciso di puntare su Spike Lee come presidente di giuria, il solo e unico artista di colore a presiedere quel ruolo. Un regista che si dice orgoglioso di questo riconoscimento e che ha reso grande la sua carriera, anche grazie alla kermesse che si tiene ogni anno sulla Croisette.

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