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Babylon, l’opera definitiva di Damien Chazelle

Tre ore di puro intrattenimento visivo per il regista visionario, un'opera senza precedenti che descrive un'antica Babilonia del cinema americano, ora nelle sale cinematografiche.

Cinema
Pubblicato il 22 gennaio 2023, alle ore 11:41

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Babylon, l’opera definitiva di Damien Chazelle

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L’ultima opera del regista premio Oscar Damien Chazelle ( La la land, Whiplash) “Babylon“, descrive gli albori del cinema americano, tra vizi, lussuria, in una antica Babilonia, La Hollywood come era una volta, il regista sublima il mondo del cinema ed allo stesso posto lo condanna, un’opera tanto folle da plagiare la mente di chi guarda.

Nessuno nella sua generazione domina la materia cinema come lui, capace di plasmarla a proprio piacimento. E’ ambientato nella Hollywood degli anni venti, dal cinema muto al sonoro, luci abbacinanti, caos, edonismo frenetico degno di Bacco, la presenza scenica di Margot Robbie sovrasta quasi a ricordare un Mouline Rouge dirompente, una Harley Queen sognante.

I protagonisti riusciranno a raggiungere i loro desideri reconditi, “Babylon” critica uno star system sessista e razzista, mostra la natura effimera della fama, fino a schiacciarti se ne esci fuori, come la Hollywood moderna un giorno sei sulla cresta dell’onda un giorno non sei nessuno, è l’industria dell’entertainment e the show must go on.

Il film si dilunga forse un pò troppo, ma in questa atmosfera carnevalesca e dirompente, attrae lo spettatore a sè, è come essere investiti da un ciclone, ne esci disarmato ed un pò ebbro, ma per sempre affascinato, d’altronde siamo abituati al cinema di Chazelle come espressione visiva, che turba e affascina la mente.

Lotte di serpenti, coccodrilli, un Brad Pitt sopra le righe, Tobey Maguire al suo meglio, non ve ne pentirete di questa ennesima prova onirica e surreale dei fasti di Hollywood, che vi inghiotte come in un vortice di da capogiro, a tratti respingente eppure, nel complesso, divertente. In tutta la sua stravaganza senza sosta, frenetico, agitato, shakerato, un film che vi lascerà qualcosa e imprimerà nella vostra mente la domanda “perchè a tutto questo”. Non siete ancora curiosi? Il resto è al cinema.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Personalmente amo il cinema di Chazelle, e già Whiplash mi piacque moltissimo, è un tipo di cinema immersivo, che non ti fa staccare gli occhi di dosso dallo schermo, sono convinta che questa nuova prova sarà degna di nota e lascerà lo spettatore di stucco come i suoi precedenti film.

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