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Asia Argento abbandona il movimento Metoo: “Mi chiedo a cosa sia servito”

In occasione della presentazione del documentario dedicato a Frida Kahlo, Asia Argento torna a parlare di Metoo, un movimento da lei sostenuto che anziché rivoluzionare il mondo del cinema, in fine dei conti ha rovinato solo la sua reputazione.

Cinema
Pubblicato il 26 novembre 2019, alle ore 20:00

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Asia Argento abbandona il movimento Metoo: “Mi chiedo a cosa sia servito”

Giunta al Torino Film Festival dove ha partecipato al lancio del documentario Frida – Viva la Vida, Asia Argento ha avuto modo di fare il punto su quella che è stata la portata rivoluzionaria del movimento Metoo. Lei che di fatto è stata una delle prime a scoperchiare i retroscena di un mondo del cinema andato avanti per anni a suon di abusi e molestie, con il tempo è stata travolta dalla stessa ondata di denunce che aveva sollevato insieme ad altre colleghe come Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Rosanna Arquette e Salma Hayek.

La figlia del celebre maestro del brivido, ha voluto precisare di essersi mossa ispirata dall’idea di intaccare un malcostume che dominava la scena da troppo tempo. “Io ho provato a fare una rivoluzione e ad un certo punto mi sembrava di aver creato uno tsunami abbastanza forte. Però poi ci sono delle forze oscure così grandi oggi. Un tempo si sapeva chi era il nemico, oggi i nemici si nascondono molto bene”.

In altre parole una volta scoppiata la bomba, le cose non sono andate nella direzione che ci si poteva prefigurare. Così, dopo aver acceso gli animi, con il tempo lei stessa si è resa conto che la storia non segue una linea retta, ma una sorta di spirale capace di trascinare nel vortice chiunque si trovi nelle immediate vicinanze. “È come un valzer: si fanno due passi avanti e uno indietro” ha precisato l’attrice e regista di origini romane.

Non a caso, spinta dall’intenzione di mettere fine ad un fenomeno radicato nella cultura occidentale, è finita a sua volta nell’occhio del ciclone, presa di mira dalle contro-accuse di Harvey Weinstein e dalle denunce per presunte violenze sessuali commesse a danno del giovane Jimmy Bennett.

Tutto ciò di fatto ha pesantemente rovinato la sua immagine, tanto da arrivare a domandarsi cosa abbia ricavato nel mettere a nudo le prepotenze di una società dove le molestie sul lavoro rimangono una consuetudine fin troppo radicata. “Mi chiedo a cosa sia servito tutto quello che è successo, di cui ho pagato le conseguenze più grandi… Più degli uomini” ha concluso l’attrice di Trauma e Perdiamoci di vista.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti a distanza di un paio d’anni dallo scoppio dello scandalo molestie, Asia Argento da accusatrice è finita in un batter d’occhio sul banco degli imputati. Sembra quasi che volendo far esplodere la bomba, lei stessa sia rimasta colpita dalle conseguenze di un ordigno diventato ormai incontrollabile. Come se non bastasse, a farla cadere sono stati anche i nemici che si nascondono ma che possono abbatterti sotto i colpi del fuoco amico.

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