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“Un amore senza fine”, dal 5 giugno al cinema

Una storia d'amore fra un affascinante ragazzo e una ragazza di una famiglia molto agiata, la cui relazione si complicherà a causa dei genitori che tenteranno di separarli

Cinema
Pubblicato il 9 giugno 2014, alle ore 14:44

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“Un amore senza fine”, dal 5 giugno al cinema

“Un amore senza fine”, titolo originale “Endless love” è un film di Shana Feste con Alex Pettyfer, Gabriella Wilde, Bruce Greenwood e Joely Richardson

La storia vede come protagonisti i giovani David e Jade: il primo molto sensibile e sincero, la seconda appartenente ad una famiglia molto agiata. Il ragazzo ha sempre avuto il desiderio di avvicinarsi a Jade per tutto il corso delle scuole superiori ma lei, al contrario, lo ha sempre totalmente ignorato. Il motivo di tanta scontrosità da parte della ragazza sta nelle sue continue distrazioni per lo studio, al fine di colmare il dolore per la morte di un fratello. Il decesso in famiglia ha infatti creato nel padre di Jade, un bravo medico, un senso di colpa che ha riversato sulla figlia cercando di proteggerla da tutti e da tutto. Ma la sensibilità della ragazza prende a un certo punto il sopravvento e decide di avvicinarsi a David, affrontando il suo primo amore. Sarà così decisa e pronta a sfidare il padre, con l’appoggio della madre, per difendere un futuro in cui lei crede e che non ha paura di voler condividere con qualcuno così lontano dalla sua realtà.

Erano gli anni 80′ quando Zeffirelli portava sugli schermi questa vicenda d’amore ispirata al romanzo di Scott Spencer, in cui protagonista femminile era Brooke Shields, già figlia del successo, e la cui presenza nella pellicola aveva avuto un impatto fondamentale per gli incassi dello stesso. Questo remake, della durata di 104 minuti circa e distribuito dalla Universal, non trova altrettanto glamour da sfruttare, senza nulla togliere ai bravi giovani attori e allo stesso regista, che però d’altro canto modifica molti degli elementi strutturali del testo letterario a cui il film si ispira. Shan Feste ha infatti già tentato la via del film estremo sentimentale nei suoi due precedenti lungometraggi, rivolgendosi ad un pubblico molto più definito rispetto a quello dell’edizione del 1981. Il suo scopo di esternazione dei sentimenti è oramai chiaro, e lo fa parlando agli adolescenti e cercando di riproporre schemi classici con quel tanto di originalità necessaria per evitare la soap opera, e in parte riuscendoci. 

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