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12 anni schiavo: la rivincita degli afro-americani sul grande schermo

Negli ultimi anni sempre piu' registi americani hanno voluto descrivere la drammaticità della schiavitu' che privava uomini nati liberi (come dichiarava Abramo Lincoln) di ogni speranza di una vita migliore

Cinema
Pubblicato il 20 febbraio 2014, alle ore 01:34

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12 anni schiavo: la rivincita degli afro-americani sul grande schermo

Il nuovo film di Steve Mcqueen ” 12 anni schiavo ” non è certo il primo del suo genere a voler raccontare quel periodo buio della storia americana tra razzismo, guerre civili, infatti nel trailer del film si fa riferimento al pluri premiato ” Django ” di Quentin Tarantino e ciò dimostra  il crescente interesse verso la storia americana sopratutto verso quella che svela gli scheletri nell’ armadio del  paese multietnico e multiculturale per antonomasia.

Questo film non vuole solo commemorare le morti di innocenti persone forzate a lavorare come macchine e considerate meno che oggetti e strumenti di proprietà come fossero lavatrici ma si assume lo scopo ( riuscito ) di risvegliare l’ opinione comune americana con un forte senso di autocritica.

Il film riesce, grazie ad un attenta progettazione ed organizzazione di paesaggi e personaggi e alla loro interazione reciproca, a trasmettere una realtà storica realistica , veritiera  e senza filtri per mostrarci tramite sequenze violente  dove possa arrivare  la cattiveria dell’ essere umano e sopratutto gli attori come Fassbender e del protagonista Ejiofor che ci regalano la loro, forse , migliore recitazione giustamente candidata agli oscar.

Come affermato dallo stesso regista  il tema della schiavitù rimane  sempre attuale anche se sotto diverse e celate forme perchè per schiavitù si possono intendere anche tutte quelle dipendenze che affligono la nostra società contemporanea. In conclusione si può dire che ” 12 anni schiavo ” rappresenti la volontà di combattere la schiavitù solamente mostrandocene le terribili e durature conseguenze che si incidono nello spirito dell’ uomo e rimangono come cicatrici anche in coloro che non l’hanno subita in prima persona .

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