Marocco, lo splendido stadio "Moulay Abdellah" di Rabat

La descrizione dell'arena marocchina che colpisce per la sua imponenza e modernità. Inaugurata nel 2025, nel 2030 ospiterà le partite della prestigiosa coppa del mondo Fifa.

Marocco, lo splendido stadio "Moulay Abdellah" di Rabat

Questa bellissima arena calcistica, intitolata al principe Moulay Abdellah, da quasi 70 mila posti a sedere, è stata teatro dell’attesa finale della Coppa D’Africa tra i padroni di casa del Marocco ed il Senegal. Alla fine, dopo i supplementari e molte polemiche, è proprio il Senegal che l’ha spuntata, alzando al cielo al trofeo.

Nonostante quanto accaduto in campo, si voleva fare un plauso al Paese magrebino per la costruzione della bellissima ed imponente arena di Rabat. Moderna e avveniristica, pensata solo per il calcio, ospiterà non questi mondiali ma i prossimi, quelli che nel 2030 la Fifa ha stabilito che si disputino – appunto – in Spagna, Portogallo e Marocco. 

A disegnare questo stadio il famoso studio di architettura Populous, che di certo non ha bisogno di presentazioni e che ne ha progettati tanti nel Regno Unito, tra i quali il nuovo Wembley e la casa dell’Arsenal, l’Emirates Stadium. Lo stadio, inaugurato a settembre del 2025 (la prima partita è stata Marocco-Niger), è costato 500 milioni di euro ed è stato costruito in tempi celeri, sono bastati, infatti, soltanto due anni dall’inizio dei lavori.

Nell’area dove sorge l’impianto sono state state migliorate le strade e la viabilità, al fine di migliorare l’approdo dei tanti tifosi che assisteranno alle partite e c’è anche un capiente parcheggio. Bello sia all’esterno, soprattutto nelle ore notturne dove le luci, di vari colori, lo illuminano e lo esaltano, che all’interno dove le tribune ripide e vicine al rettangolo di gioco regalano un’ottima visuale agli spettatori e migliorano l’impatto acustico dei tifosi.

Questo impianto sportivo, con il quale il Marocco dimostra al mondo di essere pronto, può rappresentare un modello anche per il nostro Paese, l’italia; alle nostre latitudini, infatti, si riscontrano sempre insuperabili difficoltà per autorizzare e costruire nuovi stadi che invece, vedendo le strutture attuali, servirebbero come il pane.

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