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Diego Armando Maradona: genio e sregolatezza di un mito che non tramonterà mai

All'età di 60 anni è morto Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi. Maradona ha condotto una vita intensa e una carriera altrettanto importante. E' stato genio e sregolatezza.

Calcio
Pubblicato il 26 novembre 2020, alle ore 14:40

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Diego Armando Maradona: genio e sregolatezza di un mito che non tramonterà mai

Oh mama mama mama, oh mama mama mama, sai perchè mi batte il corazon, ho visto Maradona, ho visto Maradona, oh mama innamorato son…“. Il corazon piange in queste ore, piange il suo mito, il suo Dio, la sua leggenda, la sua storia. Il giorno 25 novembre 2020, all’età di 60 anni, a causa di un’insufficienza cardiaca acuta, ci ha lasciato per sempre Diego Armando Maradona.

Il mondo intero è in lutto per la dipartita del calciatore più forte di tutti i tempi. Maradona è stato gioia e dolore, croce e delizia, genio e sregolatezza di un’icona che non tramonterà mai. Le magie praticate in campo da “El Pibe de Oro“, resteranno per sempre nell’immaginario collettivo. Già solo guardare un suo riscaldamento pre partita, valeva il prezzo del biglietto.

Il ragazzotto argentino ha dato i primi calci al pallone giovanissimo, fino ad approdare al Boca Juniors. Poi arrivò il Barcellona e a seguire il Napoli, il suo Napoli. Il 5 luglio 1984 Maradona calcava per la prima volta il prato verde dello Stadio San Paolo e lì, accolto da una folla impressionante, promise alla sua gente che avrebbero vinto insieme. La promessa fu mantenuta e nella stagione calcistica 1986-1987 prima e 1989-1990, la Società Sportiva Calcio Napoli si aggiudicò gli unici due scudetti della sua storia.

Le sue prodezze, quando indossava i pantaloncini e le scarpe con i tacchetti hanno lasciato quella generazione e non solo, estasiata. Quando “El Pibe de Oro” toccava il pallone era pura poesia, magia, goduria per gli occhi di chi ha avuto la fortuna di ammirare le sue gesta in campo. Napoli lo ha da sempre considerato il suo idolo, il suo Dio, la sua leggenda. Le vie della città profumano di caffè, pizza e Maradona.

Nei vicoletti, nei bar, nei ristoranti, nelle vie principali possiamo scorgere altarini, murales, quadri, dipinti, tutti dedicati al mito. Per Napoli e i napoletani, Maradona ha rappresentato l’emblema del riscatto sociale, la forma più pura, il simbolo della coesione sociale. Napoli in quegli anni riuscì a valicare i poteri forti dell’industria calcistica del nord. I “poveri” avevano finalmente vinto contro i ricchi.

La sua maglia è stata la numero 10 e ogni volta che questo numero viene citato, non si può far altro che accostarlo a lui, al Dio del calcio. Il racconto de “El Pibe de Oro” viene tramandato di generazione in generazione e così, grazie ai nonni, ai padri, agli zii e con l’ausilio dei video delle sue giocate, anche i giovani di oggi sono letteralmente innamorati di lui. Con la sua morte, tutti hanno perso parte del loro sé, perché tutti si immedesimavano e si rivedevano in quel ragazzo un po’ “scugnizzo“.

Nel 1986, Diego Armando si caricò letteralmente sulle spalle la nazionale Argentina e la condusse alla vittoria finale nei mondiali svoltisi in Messico. Mexico ’86 è passato alla storia per essere il mondiale di Maradona e non dell’Argentina. “El Pibe de Oro” però è stato anche altro. Il Dio del calcio ha anche condotto una vita intensa, a tratti sregolata e che lo ha portato nel tunnel della droga.

Quando finalmente riuscì a disintossicarsi, Diego Armando passò all’alcool. “Ha sostituito la droga con l’alcol“, aveva ammesso il suo ex medico personale Alfredo Cahe. C’era chi parlava di balletti euforici alternati a stati depressivi e alla fine, 60 anni di eccessi di ogni tipo hanno presentato il conto, un conto che si è rivelato essere salatissimo.

Per diversi anni Maradona, non ha potuto mettere piede in Italia a causa di diversi problemi avuti col fisco. Diego Armando è stato accusato di evasione fiscale e di diffamazione aggravata ai danni di Equitalia, accusa poi caduta nel 2017. Il suo matrimonio è stato con la sua storica compagna Claudia Villafañe, dalla quale ha avuto le sue due figlie: Dalma Nerea e Gianina Dinorah.

Nel suo libro autobiografico, Maradona ammise svariati tradimenti ai danni della Villafañe, nonostante la considerasse il grande amore della sua vita. Successivamente, Diego Armando ha avuto altre storie. Ai tempi in cui militava nel Napoli, El Pibe de Oro ha avuto una relazione extraconiugale con Cristiana Sinagra, dalla quale è nato Diego Armando Jr.

Maradona però è stato anche protagonista di una lunga battaglia legale con la Sinagra per il riconoscimento di Diego Armando Jr., riconoscimento che è avvenuto solo nel 2007 e il cui ricongiungimento tra padre e figlio c’è stato nel 2016. In tutto Maradona ha avuto 5 figli, oltre a Dalma, Gianina e Diego Armando Jr., anche Jana, nata nella relazione con Valeria Sabalaín e Diego Fernando, avuto da Veronica Ojeda sono figli di Maradona.

Oh mama mama mama, oh mama mama mama, sai perchè mi batte il Corazon, ho visto Maradona, ho visto Maradona, oh mama innamorato son…“. La gente rimarrà per sempre innamorata del calciatore, del genio, del Dio, ma soprattutto dell’uomo. Un uomo che vivrà per sempre nel ricordo di tutti. Un uomo che a 60 anni ci ha lasciato per sempre. Ciao Diego. Che la terra ti sia lieve.

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - Personalmente da napoletana e tifosa del Napoli ho accusato molto il colpo della morte di Maradona. Non ho mai avuto il piacere di vederlo in campo, dato che sono nata qualche anno dopo, ma quello che ha fatto lo si percepisce dai racconti e lo si ammira dai video. Credo che Maradona, per il mondo intero, non morirà mai.

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