Una partita al cardiopalma, quella andata in scena tra Bolivia ed Ecuador, valida per la seconda giornata del Gruppo A della Copa America. Dopo la sconfitta nella gara d’esordio col Cile, con questa sconfitta l’Ecuador è ad un passo dall’eliminazione: un vero peccato, per una squadra che, soprattutto per quanto fatto vedere nella gara col Cile e nel secondo tempo della sfida con la Bolivia, poteva ampiamente superare il turno. Sono tre errori difensivi a punire la squadra ecuadoregna, quella difesa che era stata quasi impeccabile col Cile, e che oggi ha concesso decisamente troppo, regalando di fatto 3 gol agli avversari, che hanno chiuso la partita già dopo i primi 45 minuti.
Apre il capitano boliviano Raldes, che porta in vantaggio i suoi dopo appena 4 minuti, mentre il raddoppio arriva dall’oriundo svedese Dalence, al 17°. La partita è vivace, con rovesciamenti di fronte da una parte e dall’altra, fino a che l’Ecuador non ha la grande possibilità di riaprire la partita con un rigore di Valencia: l’attaccante segna, ma l’arbitro fa ripetere per invasione dell’area (dubbia: o meglio, di entità nettamente minore rispetto a tutti i casi che si verificano in area di rigore normalmente) e, al secondo tentativo, il portiere boliviano Quinonez respinge. Si resta 2-0, prima che Erazo commetta il più stupido dei falli su Lizio: il difensore ecuadoregno fa rimbalzare la palla e poi prova una sforbiciata per liberare, che prende in pieno il volto dell’accorrente attaccante boliviano. Rigore ineccepibile, che Moreno realizza al 43′.
Partita chiusa? Niente affatto, perché nel secondo tempo l’Ecuador ha una reazione d’orgoglio: prima accorcia con Valencia al 48′, poi si rifà sotto con Bolanos (gran gol il suo) all’81’ e, durante l’assalto finale, Noboa da fuori prende una clamorosa traversa, prima di tre miracoli del portiere boliviano Quinonez. Dopo il pareggio col Messico, dunque, la Bolivia sale momentaneamente in testa al girone, con 4 punti, ed è ad un passo dai quarti di finale. L’Ecuador, invece, dovrà assolutamente vincere la sfida col Messico, e sperare di passare come una delle migliori terze (primo e secondo posto sono già irraggiungibili): missione impossibile, o quasi.