Arbitro domanda il permsso di soggiorno a due calciatori: indagine della Figc

In una partita di seconda categoria, dopo aver visto due calciatori africani, l'arbitro è arrivato a chiedere il permesso di soggiorno scatenando le polemiche e un'indagine da parte della Figc.

Arbitro domanda il permsso di soggiorno a due calciatori: indagine della Figc

Come ben si sa, il calcio è lo sport nazionale, almeno in Italia. Uno sport che non vedrà, per il terzo anno, la Nazionale Italiana di calcio, appunto, ai Mondiali che si disputeranno quest’estate. Nel campionato di calcio sono diversi i giocatori di colore che militano. Capita anche che un arbitro arrivi a chiedere il permesso di soggiorno a due calciatori africani. Un fatto che sta creando polemiche e sul quale sta indagando la Figc. 

Le polemiche sono scoppiate durante la partita di seconda categoria che ha visto confrontarsi la squadra di San Fidenzio Polverara e San Precario con la vittoria dei padroni di casa per 3-2. Poco prima dell’inizio, l’arbitro si avvicina al dirigente della squadra ospite chiedendo il permesso di soggiorno di due calciatori che militano in quel team. 

Roberto Mastellaro, il presidente della squadra del San Precario ha ritenuto il gesto discriminatorio e razzista considerando che, in 18 anni di presidenza, non è mai successo un atto simile. In base al regolamento, gli stessi calciatori, per essere parte della partita, devono avere con loro un documento quale la carta d’identità, il passaporto o anche solo il tesserino della Figc. 

Lo stesso presidente si dice allibito e non sa se si possa parlare di un’ingenuità da parte dell’arbitro. Il permesso di soggiorno è stato mostrato all’arbitro ma ora chiedono le motivazioni di questo atto da parte dell’arbitro considerato discriminatorio. Lo stesso Mastellaro ribadisce che “Nella nostra rosa abbiamo anche un altro giocatore extracomunitario dal doppio passaporto, inglese e slovacco, ma per lui non è stato chiesto nulla”.

Tra l’altro, la società è da sempre impegnata a prevenire e combattere le forme di razzismo che sono spesso presenti. Ora la questione passa al vaglio della Figc con il Presidente veneto Giuseppe Ruzza che vuole una relazione scritta proprio per capire il comportamento dell’arbitro. Una foto autenticata o un documento di identità sono sufficienti per il riconoscimento dei tesserati. 

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