Arbitraggio, VAR e sospetti: l’inchiesta su Gianluca Rocchi scuote il calcio italiano

L’inchiesta della Procura di Milano coinvolge Gianluca Rocchi con l’ipotesi di gestione non neutrale delle designazioni arbitrali e di alcune decisioni VAR in partite di Serie A e Coppa Italia.

Arbitraggio, VAR e sospetti: l’inchiesta su Gianluca Rocchi scuote il calcio italiano

Un’inchiesta della Procura di Milano ha acceso i riflettori sulla gestione delle designazioni arbitrali e del sistema VAR nel calcio italiano, coinvolgendo l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Al centro dell’indagine ci sarebbero presunti episodi legati alla scelta di arbitri considerati “graditi” a determinate squadre, tra cui l’Inter, e dinamiche interne alla gestione della tecnologia VAR durante alcune partite di Serie A e Coppa Italia.

Secondo quanto riportato negli atti dell’indagine, Rocchi risulterebbe indagato per concorso in frode sportiva in relazione ad alcune designazioni effettuate nella stagione 2024-2025. Le contestazioni riguardano in particolare la presunta assegnazione di direttori di gara ritenuti più favorevoli a una delle squadre impegnate nella corsa al titolo, con riferimento a match decisivi del campionato e della Coppa Italia.

Uno dei casi citati riguarda la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025, nella quale sarebbe stato designato l’arbitro Andrea Colombo, indicato negli atti come figura considerata “gradita” alla formazione nerazzurra. Un altro episodio riguarda invece la gestione delle semifinali di Coppa Italia, con riferimento alla designazione di Daniele Doveri e alla successiva programmazione delle gare, che secondo l’accusa sarebbe stata influenzata per condizionare gli incroci successivi e le possibili direzioni arbitrali nelle fasi finali del torneo.

L’inchiesta si estende anche al sistema VAR, con un episodio legato alla partita Udinese-Parma dell’1° marzo 2025. In questo caso, Rocchi avrebbe avuto un ruolo come supervisore VAR e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe esercitato un’influenza sulle decisioni dell’addetto VAR Daniele Paterna, inducendo la revisione in campo dell’azione poi valutata dal direttore di gara Fabio Maresca.

La decisione finale avrebbe portato all’assegnazione di un calcio di rigore, nonostante un iniziale orientamento differente da parte del VAR. Le ipotesi formulate dalla Procura delineano uno scenario in cui la gestione delle designazioni arbitrali e delle revisioni tecnologiche potrebbe essere stata orientata in modo non neutrale, incidendo sull’equilibrio delle competizioni.

Si tratta, tuttavia, di contestazioni ancora tutte da verificare nel corso del procedimento giudiziario. Il caso ha inevitabilmente riaperto il dibattito sulla trasparenza del sistema arbitrale e sul ruolo del VAR nel calcio moderno. La tecnologia, introdotta per ridurre gli errori e aumentare l’equità delle decisioni, torna ora al centro delle polemiche, soprattutto in relazione alla sua interpretazione e al margine di discrezionalità umano che ancora ne condiziona l’utilizzo. La posizione di Gianluca Rocchi sarà ora valutata nelle sedi opportune, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire eventuali responsabilità e verificare la solidità delle accuse. Nel frattempo, il mondo del calcio italiano si trova nuovamente a fare i conti con un tema delicato: il confine tra gestione tecnica, percezione di imparzialità e fiducia nel sistema arbitrale.

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