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Alfa Romeo: con il 2020 la crisi di vendite si fa ancora più drammatica

Il 2020 di Alfa Romeo è iniziato peggio del deludente 2019, aggravando un trend negativo che si fa sempre più preoccupante. Il crollo delle consegne riguarda non solo il mercato italiano, ma anche quello europeo.

Auto
Pubblicato il 13 febbraio 2020, alle ore 14:13

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Alfa Romeo: con il 2020 la crisi di vendite si fa ancora più drammatica

Dopo un 2019 molto deludente, nel mese di gennaio 2020 la crisi di vendite dell’Alfa Romeo si aggrava ulteriormente, assumendo i contorni di un’emergenza che non ha più modo di essere sottovalutata. Le consegne, anziché crescere, si sono ridotte ai minimi termini, mettendo in apprensione i vertici aziendali che confidavano invece in un 2020 da riscatto.

Confrontando i dati di gennaio 2020 con quelli registrati 12 mesi fa, si scopre infatti che le vendite sono calate del 27%, passando dalle 2.500 vetture del 2019 alle 1.798 dell’anno in corso. Con queste performance decisamente sottotono, Alfa Romeo si conferma uno dei brand più in difficoltà del nostro Paese, con una quota di mercato che, tra le altre cose, si assottiglia sempre di più, arrivando ad attestarsi su un misero 1,16%. 

L’auto più venduta si conferma essere il suv Stelvio, un modello che da solo copre il 43% delle consegne totali del mese di gennaio. I 783 esemplari immatricolati sono però ben poca cosa se confrontati con la concorrenza, ma anche rispetto ai volumi del gennaio 2019. La contrazione del 21% è un campanello d’allarme che deve far riflettere, lasciando presagire quale sarà il trend che potremo attenderci per i prossimi mesi.

In effetti, al momento si può solo confidare sui restyling di Giulia e Stelvio, mentre si dovrà rinunciare all’apporto della Giulietta, destinata a sparire dal listino nel giro di qualche mese. L’idea che va facendosi strada è che, per assistere ad una possibile inversione di tendenza, bisognerà pazientare fino al 2021, quando arriverà l’Alfa Romeo Tonale, seguita poi da un B-SUV nel 2022.

Nel frattempo, oltre a stringere i denti, molti analisti puntano il dito contro la Giulia, modello che Marchionne aveva fortemente voluto per rilanciare le sorti del marchio. Oltre a non aver mai convinto, la vettura si è presto trasformata nell’anello debole della gamma Alfa Romeo. La crisi delle berline premium l’ha colpita duramente, e non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa, dove non viene offerta la station wagon, una versione che avrebbe potuto garantire dei volumi di vendita maggiori.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Gli ultimi modelli proposti dall’Alfa Romeo potranno anche essere validi, ma chi spende certe cifre pretende che alle spalle ci sia una società seria, che investa e che abbia dei progetti ben precisi per il futuro. In Alfa Romeo tutto ciò manca da diversi decenni, ragion per cui se ci si vuole risollevare, prima di far leva sulla storia gloriosa del marchio, bisogna intervenire sull'immagine e sulla credibilità.

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