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"World Builders" con Andrea Lintozzi e Sabrina Martina

Whitney e Max sono due giovani ragazzi affetti da un disturbo schizoide di personalità che scelgono di sottoporsi ad una terapia farmacologica sperimentale per cambiare vita. Alla fine, ne sarà valsa la pena?

Arte
Pubblicato il 24 novembre 2022, alle ore 12:18

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"World Builders" con Andrea Lintozzi e Sabrina Martina

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“World Builders” è quel tipo di spettacolo teatrale di cui nel 2022 abbiamo ancora bisogno e che spinge il pubblico a porsi delle domande su una tematica della quale si parla ancora troppo. Questo è ciò che ha mosso il giovane regista Riccardo D’Alessandro a voler fortemente portare in scena questo testo nato dalla penna dell’americana Johanna Adams.

Whitney (Sabrina Martina) e Max (Andrea Lintozzi) sono due giovani ragazzi affetti da un disturbo schizoide di personalità, patologia notoriamente caratterizzata da psicosi, allucinazioni e deliri, che li costringe a condurre una vita dettata dalla loro immaginazione alternando stati di grande felicità ed euforia a stati di profonda tristezza ed oscurità. Da qui deriva la genetica del titolo dell’opera “World Builders” (Costruttori di Mondi), chi soffre di questa patologia psichiatrica è, infatti, portato a percepire la realtà in modo alterato e ad abitare un mondo esistente solo nella sua immaginazione.
Con la speranza di diventare individui funzionali alla società i due giovani decidono di affidare il loro futuro alla buona riuscita di una terapia che promette di curarli attraverso la somministrazione di farmaci sperimentali. Il trattamento funziona, Whitney e Max riescono a controllare e gestire le loro vite ed i loro impulsi, finanche ad innamorarsi.

Finalmente i due ragazzi possono vedere lucidamente il tanto agognato “mondo reale”. Quello che si trovano davanti, però, è ciò a cui tutte le persone considerate “normali” sono ormai abituate ed assuefatte; una realtà governata dai mass media, sedotta dai social network e che basa la sua esistenza su un’immagina alterata della realtà.

A questo punto la domanda è d’obbligo: ne è valsa la pena?

Riflessione

“Visto da vicino, nessuno è normale”, diceva Franco Basaglia. Messo per inciso che, se se ne hanno gli strumenti, bisogna sempre cerca di combattere il dolore e la sofferenza, è necessario comprendere che la realtà ha mille volti ed ognuno ne trova uno più confacente a se stesso. Tutti in ugual modo sono meritevoli di rispetto.

In una società affetta dal giudizio facile, dall’emarginazione compulsiva del diverso e dal falso perbenismo, la cultura deve farsi carico di portare alla luce quelli che vengono spesso considerati “argomenti scomodi” e dare al pubblico la possibilità di comprenderli e farli propri. Consideriamo la malattia mentale come un gigantesco buco nero all’interno del quale abita e risiede il male, eppure nella storia del mondo da questo “male” sono nate cose incredibilmente belle. Sugli scaffali delle nostre librerie con estrema facilità possiamo trovare il frutto del delirio di qualche scrittore (es. Virginia Wolf – affetta da bipolarismo), entrando in un museo riusciamo ad ammirare la rappresentazione delle emozioni provate da qualche altro artista (es. Vincent Van Gogh – porfiria) e si potrebbe andare avanti a lungo.

La voglia di un mondo perfetto è sufficiente per non tenere in considerazione tutta la bellezza che nei secoli queste malattie, considerate deficit, hanno regalato?

Da questo spettacolo teatrale non si esce con una risposta, ma com tante domande in più. E come tutti ben sappiamo, non si può trovare una risposta se prima non si è posta una domanda.

L’appuntamento

dal 1 al 4 dicembre 2022
TEATRO LO SPAZIO Via Locri 42, Roma
informazioni e prenotazioni 339 775 9351 / 06 77204149 – info@teatrolospazio.it
giov – sab h 21:00 – dom h 17.30
prezzo biglietto 15€ – disponibili su teatrolospazio.it

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Cosa ne pensa l’autore
Alessandra Teutonico

Alessandra Teutonico - Messo per inciso che, se se ne hanno gli strumenti, bisogna sempre cercare di combattere il dolore e la sofferenza, è necessario comprendere che la realtà ha mille volti ed ognuno ne trova uno più confacente a se stesso. Tutti in ugual modo sono meritevoli di rispetto. In una società affetta dal giudizio facile, dall'emarginazione compulsiva del diverso e dal falso perbenismo, la cultura deve farsi carico di portare alla luce quelli che vengono spesso considerati "argomenti scomodi" e dare al pubblico la possibilità di comprenderli e farli propri.

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