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Perù, un camion distrugge tre geoglifi delle Linee di Nazca

Ancora una volta, il patrimonio dell'Unesco viene deturpato: tre geoglifi delle Linee di Nazca sono stati danneggiati dal passaggio di un camion nonostante i divieti ben esposti e i controlli ai limiti dell'area circostante.

Arte
Pubblicato il 6 febbraio 2018, alle ore 12:38

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Perù, un camion distrugge tre geoglifi delle Linee di Nazca

Uno dei misteri più grandi e famosi del nostro Pianeta si trova in Perù, stiamo parlando delle Linee di Nazca, patrimonio dell’Unesco, che purtroppo sono vittima, per la seconda volta, di deturpamenti e distruzioni a opera di vandali e disattenzioni. Questa volta è toccato a 3 geoglifi distrutti da un camionista che, nonostante i cartelli che indicavano il divieto d’accesso, li ha calpestati.

Le Linee di Nazca furono realizzate dalla Civiltà Nazca tra il 300 e il 500 a.C. e sono degli immensi disegni realizzati sull’arido altopiano desertico tra le città di Nazca e Palpa, nel sud del Perù, e si dispongono su un’area di circa 520 chilometri quadrati ma alcuni disegni occupano una superficie fino a 800 chilometri quadri. Sono ben 800 disegni che rappresentano per lo più animali stilizzati, come balena, colibrì, ragno, lucertola, ecc… realizzati tramite 1300 linee.

Tutt’oggi è un mistero sul perchè e il come, questi grandi disegni, vennero tracciati dai Nazca, ma rientrarono a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco solo nel 1995 nonostante erano tanti precedenti decenni di studio condotti su queste misteriose linee.

Qualche anno fa, nel 2014, 20 attivisti di Green Peace calpestarono l’area delle Linee di Nazca per comporre una scritta con nobili intenti, ma nella loro buona azione hanno lasciato impronte tra i geoglifi: proprio il luogo meno opportuno per esibire la loro voglia di cambiamento che tanto proclamavano con la scritta.

Questa volta non si tratta “solo” di qualche orma umana accanto alle linee, ma di veri e propri solchi profondi lasciati dai peneumatici di un camion su un’aria di 150 metri quadri che hanno deturpato irrimediabilmente tre linee che formano i geoglifi. Il camionista ha del tutto ignorato i cartelli che vietano l’entrata in quell’area del deserto e, nonostante i severi e fitti controlli, è riuscito ad entrare nel sito Patrimonio dell’Unesco.

Il camionista, ovviamente, è stato arrestato e ha dichiarato di aver sbagliato strada. Dopo questo ennesimo atto vandalico, le autorità peruviane hanno dichiarato che il sito archeologico delle Linee di Nazca verrà protetto maggiormente incrementandone i controlli e la vigilanza.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Appena sentita la notizia ho pensato che il camionista fosse ubriaco per non accorgersi di essere entrato nel sito archeologico delle Linee di Nazca, non è possibile ignorare prima di tutto i cartelli del divieto d'entrata, ma poi anche i cartelli che certamente segnalavano la vicinanza del sito. Mi chiedo come sia potuto comunque entrare, se le autorità hanno dichiarato che l'area è comunque sorvegliata.

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