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Leda e il cigno-Zeus: a Pompei affiora un affresco “eccezionale e unico”

L'ultima meraviglia di Pompei: emerge il sensuale affresco di Leda e il Cigno, è di altissima fattura.

Arte
Pubblicato il 20 novembre 2018, alle ore 12:08

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Leda e il cigno-Zeus: a Pompei affiora un affresco “eccezionale e unico”

A Pompei nello scavo della Regio V, è stato scoperto tra le rocce un grande affresco a sfondo erotico. Gli archeologici si sono trovati davanti la rappresentazione dell’amore tra Leda, moglie di Tindaro re di Sparta, con Zeus nascosto tra le spoglie del cigno, innamorato della bella regina.

Questa è una scoperta “eccezionale e unica”, secondo il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, è una “iconografia decisamente sensuale, che sembra guardare al modello scultoreo di Timoteo”.

L’affresco ha conservato il colore e ogni suo altro particolare, tanto da farlo sembrare nuovo di zecca. Il quadro è stato trovato a ridosso di una parete di una camera da letto appartenente a una domus verso la parte più orientale di Via del Vesuvio.

Il ritratto di Leda e il rapporto con il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno, è un vero e proprio spettacolo se si pensa che sia riuscito a sopravvivere alla furia eruttiva del Vesuvio, conservando ogni tonalità di colore e quello stile concepito con una evidente sensualità.

La donna appare quasi del tutto nuda, coperta a malapena da un drappo e tra le sue gambe c’è il potente Zeus. “Posa più esplicita di questa non poteva esserci”, hanno ironizzato gli archeologi. Il direttore di Pompei, Massimo Osanna, ha commentato la scoperta: “Un’immagine che nella cittadina romana, che pure quel mito arrivato dalla Grecia lo conosceva bene, non si era mai vista.”

Per motivi di sicurezza gli altri ambienti della ricca dimora, oltre alla camera da letto, non possono essere riportati alla luce per il momento. A tal proposito il direttore Massimo Osanna ha voluto sottolineare che l’ipotesi di rimuoverli e spostarli in un luogo dove potranno essere salvaguardati ed esposti al pubblico, verrà valutata con i tecnici e la direzione generale archeologia.

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