Iscriviti

L’arte dei cartapestai nel ricordo di Michelangelo Pentasuglia

Ieri è venuto a mancare uno dei più amati e storici cartapestai della città di Matera. In suo onore il ricordo e la storia del carro trionfale della Madonna della Bruna

Arte
Pubblicato il 5 gennaio 2022, alle ore 10:43

Mi piace
2
0
L’arte dei cartapestai nel ricordo di Michelangelo Pentasuglia

Maestro cartapestaio a buon diritto annoverato tra gli storici costruttori degli spettacolari carri trionfali costruiti per onorare l’amatissima madonna della Bruna patrona di Matera, Michelangelo Pentasuglia ieri ci ha lasciati.

L’arte del manipolare la carta pesta ha origine antiche ed è intrisa di sacrificio: arte povera che utilizza carta di giornali, acqua e farina e poi argilla e colori acrilici. Il maestro Michelangelo, che di quella cultura era pregno, ne conosceva anche i limiti e sapeva superarli. Curiosissimo delle nuove tecnologie, delle nuove tecniche e dei nuovi materiali, è stato un innovatore, introducendo nel lavoro ogni volta una nuova scoperta. 

In un’intervista alla tv locale di qualche anno fa diceva che il cartapestaio deve avere le conoscenze più varie: architettura, pittura, decorazione… Pentasuglia parlava di una grande orchestra dove se tutti gli strumenti sono accordati si sente la sinfonia.

Laborioso, preciso e appassionato, sempre umile ma ricco di arte ed esperienze ha avuto uno slancio di generosità insegnando e passando il testimone alle nuove generazioni insegnando loro l’arte antica e anche e soprattuto lo spirito di sacrificio. Perchè oggi gli eredi di questa arte si contano sulle dita di una mano, ma ovunque quest’arte sia presente la si guarda con meraviglia.

Basti pensare ai presepi in cartapesta di Lecce, ai famosissimi carri allegorici del carnevale di Putignano, i cartapestai della Festa dei Gigli di Nola e dei giocatolli del primo ‘900 siciliano del maestro Francesco Lombardo e, appunto, al carro trionfale per la festa patronale di Matera.

Un anneddoto importante risale al 1996 quando ci fu un incendio doloso del carro da Pentasuglia costruito, questi con uno sforzo immane lo riadattò per permettere il regolare svolgimento della festa patronale il 2 luglio. Innamorato completamente dell’arte cartapestaia e giustamente orgoglioso delle sue creazioni, avanzò la proposta di permettere la visita al carro a partire da dieci giorni prima della festa così da dar modo a materani e turisti di ammirare forse il simbolo per eccellenza della città.

Speriamo le nuove generazioni continuino il metiloso lavoro di Pentasuglia e di chi, come lui altrove, ha scelto questo mestiere per puro amore.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Io lavoro in albergo e quando ai miei ospiti racconto la città, racconto sempre della festa patronale e di questo carro spettacolare fatto in carta pesta. Credo sia un'arte delicata e umile che, con poco, realizza delle assolute meraviglie. Spero il maestro Pentasuglia venga annoverato negli annali di questo antico mestiere e ricordato per sempre dai sui concittadini.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!