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Torino

La celebrazione della donna nelle fotografie di "wo-Man Ray" a Torino

Le fotografie di Man Ray che celebrano la donna, da sempre la sua unica e sola fonte d'ispirazione, sono presenti in una mostra che ha luogo a Torino e che rende omaggio ai suoi scatti e alla sua storia.

Arte
Pubblicato il 23 ottobre 2019, alle ore 20:33

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La celebrazione della donna nelle fotografie di "wo-Man Ray" a Torino

Dal 17 ottobre 2019 al 19 febbraio 2020, il Centro Italiano per la fotografia del capoluogo piemontese, ospita una serie di fotografie che raccontano, rendono omaggio e celebrano la figura femminile, la donna, nella mostra dal titolo wo-MAN RAY. Le seduzioni della fotografia realizzata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola.

La mostra presenta una collezione di più di duecento fotografie, dagli anni Venti fino alla sua morte avvenuta negli anni Settanta, per la precisione nel 1976, che raccontano e rendono omaggio alla figura della donna, da sempre l’oggetto preferito delle sue fotografie e la sua unica e sola fonte d’ispirazione. Gli scatti in mostra celebrano la donna, ma raccontano anche parte della storia della fotografia del Novecento.

Un’esposizione che raccoglie immagini del corpo femminile, il tema prediletto dal fotografo. Il corpo della donna è rappresentato tramite rayographs, doppie esposizioni e solarizzazioni. Nei suoi scatti la donna assume varie sembianze e significati, trasformandosi ogni volta: da seduzione a forma astratta sino a memoria realista, ma è anche una sorta di excursus sui tempi e il mondo della fotografia, con la quale l’artista si è sempre espresso.

Moltissime le donne che sono protagoniste dei suoi scatti: Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, oltre alla compagna della sua vita, ovvero Juliet, a cui dedica il portfolio dal titolo “The Fifty Faces of Juliet“. Sono donne-artiste, che il pubblico imparerà a conoscere e ad amare pian piano lungo il percorso dell’esposizione.

Berenice Abbott è rappresentata negli scatti e ritratti tra il 1926 e il 1938 a New York e Parigi; Dora Maar è presente in opere che richiamano il linguaggio della fotografia nelle strade e del paesaggio, come raffigurata in Gamin aux Chaussures Dépareillés; Lee Miller è rappresentata in vari ritratti e nudi di modelle e in lavori che riguardano il mondo della fotografia di moda e delle passerelle.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Non conosco questo fotografo e credo che la sua mostra possa essere l'occasione per scoprirlo. Curiosa di conoscere i suoi scatti, le sue fotografie e come ha ritratto la donna nelle sue mille sfaccettature. Un'occasione per scoprire un nuovo artista e imparare ad apprezzarlo. In fondo, le fotografie non sono altro che immagini che raccontano e dicono e io sono aperta a qualsiasi forma d'arte.

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