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"Exodus", la mostra di Sebastião Salgado al Palazzo Buontalenti di Pistoia

Palazzo Buontalenti, situato nel pieno centro storico di Pistoia, ospita da più di due anni temporanee esposizioni di arte contemporanea. Al momento vi è allestita la nuova mostra dell'artista Sebastiao Salgado, intitolata "Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni".

Arte
Pubblicato il 30 marzo 2020, alle ore 00:57

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"Exodus", la mostra di Sebastião Salgado al Palazzo Buontalenti di Pistoia

Sebastião Salgado, nato in Brasile nel 1944, è ad oggi uno dei fotografi più conosciuti ed amati al mondo. La sua passione maturò durante un viaggio in Africa, agli inizi degli anni Settanta, quando iniziò a lavorare presso l’Organizzazione mondiale del caffè. La sua opera è caratterizzata dalla curiosità nei confronti delle diverse condizioni e delle diverse sfaccettature della vita umana, in vari luoghi del mondo.

Questa curiosità lo portò a diventare un fotografo umanista di fama mondiale, devoto alla documentazione, tramite fotografie, delle varie condizioni sociali, politiche ed economiche in cui versavano le popolazioni di tutto il mondo. Realizzò, intorno al 1973, la prima mostra fotografica volta a rappresentare le difficili condizioni climatiche del Sahel.

Fu solo alcuni anni più tardi che si avvicinò al tema che avrebbe, da lì in poi, caratterizzato per sempre il suo stile fotografico, stile che caratterizza, infatti, anche questa mostra: la documentazione delle condizioni di vita dei migranti. L’esposizione, realizzata in collaborazione con Dialoghi sull’Uomo – festival antropologico che prende vita a Pistoia nel mese di maggio di ogni anno – è curata da Lelia Wanick Salgado.

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni“, questo il titolo della mostra, è stata inaugurata l’8 febbraio e sarà visitabile fino al 14 giugno 2020. Organizzata in un insieme di 180 fotografie, che raccontano tragiche storie di persone che ogni giorno incorrono in pericoli nella speranza di avere una vita migliore, presenta allo spettatore situazioni con cui tutti noi, oggi, ci troviamo a fare i conti.

Le speranze, i sogni, il coraggio, ma anche le paure, i dolori, le tragedie che attraversano l’anima ed il cuore dei migranti, costretti ad abbandonare la propria terra, le proprie radici, per garantirsi e garantire alle future generazioni una vita più degna di quella precedente. Una mostra che dà importanza e pone in primo piano il problema che da secoli affligge il mondo intero e che non sembra voler finire.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucrezia Ferri

Lucrezia Ferri - Una mostra da vedere assolutamente, che parla francamente, con il cuore in mano e che pone lo spettatore di fronte al problema delle migrazioni, facendolo vivere tramite la suggestione di esperienze di vita altrui, che si tramutano in esperienze ed in emozioni personali, cambiando il nostro modo di vedere le cose. Una mostra, quindi, da non perdere, sperando in un futuro migliore!

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