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Ecco come viene conservata la Gioconda: tutto sul suo sistema di protezione

Come viene protetta la "Gioconda", il dipinto più famoso del mondo? L'azienda che ha realizzato la teca che contiene l'opera d'arte è italiana ed ha il compito di salvaguardare la Monna Lisa da furti e atti vandalici, oltre che garantire condizioni di microclima e di umidità ideali per la sua conservazione.

Arte
Pubblicato il 22 settembre 2016, alle ore 17:41

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Ecco come viene conservata la Gioconda: tutto sul suo sistema di protezione

La Gioconda è uno dei dipinti più famosi al mondo, reso ancora più conosciuto dopo essere stata messa sotto le luci della ribalta nel thriller di Dan Brown, il “Codice Da Vinci”.

La tecnologia che protegge il ritratto della Monna Lisa è stata prodotta dalla Goppion Spa, una società tutta italiana, di Trezzano sul Naviglio, specializzata nel realizzare vetrine e teche che custodiscono i capolavori dei musei di tutto il mondo.

La teca, che protegge la Gioconda, ci appare come una grande vetrina blindata, l’atmosfera che viene assicurata all’interno permette condizioni di microclima ideali per una perfetta conservazione. Allo stesso tempo, viene garantita la massima visibilità e la visione dello sfumato, tecnica tipica dell’artista, con cui è stato realizzato il ritratto.

Il lavoro è il frutto della collaborazione con il Politecnico di Milano. Secondo gli ideali portati avanti dalla Goppion Spa, le teche museali devono essere il meno invasive possibile, ma allo stesso tempo assolvere alle loro funzioni protettive. Per la Gioconda sono stati usati vetri antiriflesso spagnoli di massima prestazione. Nonostante la massima sicurezza, la teca non risulta un ostacolo per la comunicazione tra opera e spettatore. E’ stato calcolato che ogni anno passano davanti alla Gioconda circa sei milioni di spettatori, che con loro agenti contaminanti ed un elevato numero di particelle che si addensano nell’ambiente, motivo per cui è d’obbligo mantenere il capolavoro ben sigillato.

L’azienda Goppion ha una lunga tradizione alle spalle: fu fondata nel 1952. Il figlio, Alessandro Goppion, è amministratore unico della società. In lui si è fatta più strada la passione per i musei e l’azienda si ès pecializzata sempre di più in questo senso. Oggi questa è una realtà che conta ben 20 milioni circa di fatturato.

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Cosa ne pensa l’autore
Pamela Belli

Pamela Belli - I grandi capolavori ci pongono sempre di fronte al grande binomio della garanzia di fruibilità e non invasività e il soddisfacimento di particolari requisiti tecnici di protezione. Certo, quando si arriva alla sala del Louvre, dedicata alla Gioconda, l'immediata sensazione sarebbe quella di annullare quella media distanza posta tra noi e l'opera. D'altro canto però, siamo ben consci del fatto che un'opera come questa, deve essere a suo modo ben protetta da vari settori che riguardano addirittura ricerche di ingegneria chimica e climatica. Risulta impressionante anche il numero di visitatori che accorre ogni anno

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