
“Dietro ogni creazione c’è molto più di quello che si vede”, racconta Daniele Carovigna, maestro del traforo, made in Grottaglie, provincia di Taranto, che ha realizzato il pumo con cui il Papa è stato omaggiato. “C’è la passione per il territorio, per la sua materia primordiale, l’argilla, per le radici di Grottaglie”. Parole che non suonano come una semplice dichiarazione, ma come una promessa mantenuta in ogni dettaglio dell’opera. Il suo lavoro è il risultato di anni di studio e sperimentazione. Tecniche antiche, tramandate dagli avi, si intrecciano con innovazioni moderne, in un equilibrio delicato e continuo.
Ogni pumo diventa così un ponte tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che continua a evolversi. La passione, confessa l’artista, è il suo faro costante. È ciò che guida ogni gesto, ogni scelta, ogni imperfezione trasformata in unicità. Un talento innato, il suo, che si manifesta nella capacità di dare anima a una materia apparentemente inerte.
Parte di questo percorso si sviluppa all’interno di Rosa Creazioni, realtà attiva a livello nazionale e internazionale, che proprio di recente ha celebrato un nuovo traguardo con l’apertura di un punto vendita a Mesagne, nei pressi del castello cittadino, dopo Grottaglie , Martina Franca, Lecce, Cisternino. Un segno concreto di crescita, ma anche di radicamento nel territorio.

E poi c’è il momento dell’incontro. Il Papa, davanti a quel pumo, è apparso sinceramente felice. Un’emozione condivisa anche dal dottor Salvatore Lenti, medico grottagliese, direttore dell’Unità Complessa dell’Ospedale Bonomo di Andria, che ha raccontato con partecipazione la reazione del Santo Padre. In quell’istante, tutto si è compiuto: la tradizione, il lavoro, la passione, il territorio.
Un semplice oggetto si è trasformato in un ponte tra mondi, in un gesto capace di unire arte e spiritualità. E forse è proprio questo il vero significato del pumo: non solo un simbolo di rinascita, ma la prova che la bellezza, quando nasce dal cuore, riesce sempre ad arrivare lontano. Qui sotto, il pumo donato al Pontefice, che ha ricevuto una delegazione dell’ospedale “Lorenzo Bonomo” di Andria, in udienza, ponendo al centro dell’incontro l’attenzione agli ultimi e il valore umano della professione medica, nel solco del magistero della Chiesa. Il personale sanitario, guidato dal direttore dell’U.C. Salvatore Lenti e dal cappellano don Giuseppe Zingaro è stato capace di emozionarsi ed emozionare, con un incontro improntato al richiamo profondo al senso autentico della cura: l’attenzione verso i più fragili .
