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Cinema, teatri e musei: i grandi dimenticati nell’epoca della pandemia

I lavoratori dello spettacolo sono i più penalizzati, infatti in questo 2020 passato, la cultura è stata la più penalizzata e cinema, teatri e musei non hanno più riaperto i battenti.

Arte
Pubblicato il 10 gennaio 2021, alle ore 10:27

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Cinema, teatri e musei: i grandi dimenticati nell’epoca della pandemia

The show must go on si recitava un tempo, tranne nell’epoca del covid, in cui hanno chiuso i battenti cinema, teatri e musei. Tutto fermo, senza una soluzione di continuità. Migliaia di lavoratori dello spettacolo rimasti senza lavoro. A nulla sono valse le proteste davanti a Palazzo Chigi, l’albero simbolico a Piazza San Silvestro.

Elena Arvigo, 46 anni, genovese, è l’attrice di teatro per eccellenza: “Per me la chiusura dei teatri è stata devastante  dice – produttori e teatri mi propongono di mettere online gratis gli spettacoli perché il pubblico va comunque intrattenuto”. Anche Daniele Timpano (46 anni) ed Elvira Frosini (56 anni), che formano una pluripremiata coppia d’arte, raccontano l’estrema difficoltà delle loro vite senza più ingaggio: “avevamo dato fondo a tutti i nostri risparmi” continuano i due performer, che ammettono di essersi sentiti molto più soli.

Anche i cinema hanno sofferto per questa chiusura: da marzo, vecchie locandine campeggiano fuori con film ancora in uscita: “Il mio film “Cosa sarà” – dice il regista Francesco Brunisarebbe dovuto uscire il 19 marzo scorso. Il titolo era diverso, Andrà tutto bene” ma, visti gli accadimenti, dopo il lockdown e con l’uscita rimandata a data da destinarsi, è stato naturale cambiarlo”.

L’unica alternativa al cinema è rappresentata dalle piattaforme streaming, come Infinity, Netflix e Amazon Prime, ma non è la stessa cosa dicono i registi; secondo il produttore Fulvio Lucisano: “Anche se in questi mesi lo streaming ha rappresentato una valida alternativa di intrattenimento e un importante sbocco commerciale per i film in uscita rimasti bloccati dal lockdown, la sala sarà sempre il tempio del cinema”.

Molti, nel quartiere, mi chiedono quando riapriremo – racconta Tonino Errico, direttore del Cinema delle Provincie, storica sala d’essai romana – Ora siamo a casa in cassa integrazione. Io sono il direttore, ma pure il proiezionista. Ma ai lavoratori dello spettacolo chi ci pensa?”.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Provo una profonda tristezza per quanto sta accadendo, essendo un'appassionata di cinema e arte, spero che il governo prenda provvedimenti per aiutare questi lavoratori, in questo momento di difficoltà, che sono rimasti in disparte. D'altronde cosa c'è di più emozionante di tornare in sala a visionare un bel film, davanti lo schermo?

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Commenti
Francesco Cugnetto
Francesco Cugnetto

10 gennaio 2021 - 20:20:24

Siamo un popolo di pecoroni! Questi politici mascalzoni fanno quello che gli pare. Alcune categorie come quelle che hai menzionato non ricevono aiuto dal governo dopo tutte le tasse pagate in questi anni. Abbiamo dato troppo potere alla politica. Grazie per aver condiviso un argomento così delicato e serio. Ciao

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