Iscriviti

Banksy: nel presepe di Betlemme la stella cometa è il buco lasciato da una granata

L’artista britannico sceglie ancora una volta Betlemme, in Cisgiordania, per la sua ultima opera, "Cicatrice di Betlemme", con la quale vuole far riflettere sul muro costruito da Israele al tempo della seconda Intifada.

Arte
Pubblicato il 22 dicembre 2019, alle ore 17:55

Mi piace
8
0
Banksy: nel presepe di Betlemme la stella cometa è il buco lasciato da una granata

Ha compiuto 20 anni nel 2017 la forma d’arte chiamata “artivism“, nome che unisce arte e attivismo, e Banksy è tra i più noti autori contemporanei che si esprimono con questa forma d’arte. Per questo Natale ha unito il Presepe, simbolo del Natale cristiano, e il suo modo di vedere il conflitto tra palestinesi e israeliani.

Per l’esposizione di quest’opera, da lui definita su Instagram “Natività modificata“, non poteva che scegliere Betlemme, in Cisgiordania. Dall’artista chiamata “Cicatrice di Betlemme”, l’opera si trova all’entrata del Walled-off, l’hotel inaugurato nel 2017, di fronte al muro di protezione di Israele. Nel sito La Stampa si legge che l’opera, con tutta probabilità, susciterà “non poche polemiche“.

Cicatrice di Betlemme

Cinque lastre grigie, richiamo immediato al Muro di protezione, fanno da sfondo alla Natività cristiana posizionata su un fazzoletto di terra e una piccola mangiatoia che fa da culla a Gesù. Accanto a lui Giuseppe e Maria, a riscaldarlo, come sempre, ci sono l’asino e il bue.

Il Muro è “ferito” da una granata o forse da un colpo di mortaio, ma proprio quel foro frastagliato, nella fantasia del misterioso artista britannico c’è richiamo alla Stella cometa che indica il luogo dov’è nato Gesù. A tratto leggero, nello sfondo del muro si leggono, in inglese e francese, parole molto importanti, da sempre e per tutti: “pace, libertà, amore“.

Wissam Salsaa, direttore del Walled-Off Hotel, intervistato dai media avrebbe ripreso il tema della cicatriceUna cicatrice della vergogna” e ha aggiunto “vergogna in tutti quelli che sostengono il muro” e per il fatto che Israele occupi i territori palestinesi. In riferimento all’opera di Banksy ha affermato: “È un modo formidabile e diverso di parlare di Betlemme, per spingere la gente a riflettere di più sul modo in cui viviamo qui“.

Da anni Banksy lascia disegni sul muro di Betlemme, quello più noto racconta che è una ragazzina a ispezionare un soldato israeliano, ma c’è anche la colomba della pace con il giubbotto antiproiettile, gli angeli che lottano per la pace, il muro strappato da un soldato che mostra un mondo diverso oltre il grigiore della quotidianità.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Secondo me le opere di questi "artisti attivisti" dicono di più o almeno raggiungono più persone che un comizio o la lettura di un buon libro. Con poche linee e colori riescono a dire cose importanti per la vita di tutti. L'attivismo sembra lasciare il posto alla poesia, ma non è così. L'uomo che riflette è un uomo che vive.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!