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Firenze

Banksy in mostra al Palazzo Medici Riccardi di Firenze

Apre oggi 19 ottobre a Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, la mostra dedicata a Banksy e ai suoi graffiti, che resterà aperta al pubblico fino al 24 febbraio 2019. Dopo la spettacolare trovata all'asta di Sotheby's, l''artista continua a far parlare di sé.

Arte
Pubblicato il 19 ottobre 2018, alle ore 10:19

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Banksy in mostra al Palazzo Medici Riccardi di Firenze

Apre oggi 19 ottobre a Firenze la mostra dedicata a Banksy, l’artista senza volto la cui firma rimbalza sui muri di tutto il mondo attraverso i suoi graffiti. Una mostra ospitata nel Museo Mediceo di Palazzo Medici Riccardi fino al 24 febbraio 2019, in cui sono esposte 20 delle sue opere più note ed emblematiche, che ne hanno decretato il successo planetario. Un personaggio che in questi giorni è al centro dell’attenzione mondiale per via della teatrale e spettacolare performance che ha visto l’autodistruzione di una riproduzione della sua nota opera “Bambina con palloncino“, che lo stesso autore, in un gesto di eccellenza creativa, ha organizzato durante una vendita all’asta di Sotheby’s; opera che in questa occasione i visitatori avranno l’opportunità di ammirare da vicino.

La mostra – promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana, in collaborazione con Muse ed è curata da Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli – racconta l’universo creativo del più celebre degli street artists, tra i più complessi, geniali e intuitivi artisti del nostro tempo, una delle figure più discusse ed acclamate dell’arte contemporanea. Originario di Bristol, le sue prime opere compaiono all’inizio degli anni Novanta, ma nonostante la sua attuale notorietà, continua a restare anonimo; nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo volto, non si conoscono foto che lo ritraggono, eppure Banksy esiste in maniera dirompente attraverso le sue opere e le ipotesi su chi si celi dietro la firma dei suoi graffiti ne hanno notevolmente alimentato il mito.

L’opera di Banksy

L’esposizione, dal titolo “Banksy. This is not a photo opportunity“, ricostruisce il suo straordinario viaggio artistico, fatto di messaggi immediati ma mai elementari e ospita le sue immagini più note, quelle che oltre ad essersi guadagnate la popolarità attraverso i social media, sono anche quelle più esplicative delle principali tematiche della sua ricerca. Banksy, dotato di una straordinaria intelligenza creativa ed etica, pur utilizzando un immaginario semplice e di facile fruibilità, confezionato per la comunicazione di massa, è riuscito a veicolare messaggi puntuali e dirompenti su temi sempre attuali, quali il controllo sociale, l’omologazione, il capitalismo, la guerra, l’inquinamento, la contemporaneità artefatta, il narcisismo dilagante che contagia la società, mettendo in scena i paradossi e le contraddizioni del nostro tempo. Opere di denuncia, graffianti ed evocative, di un artista che da sempre gioca con i codici e li ribalta. Immagini, meglio sarebbe definirli “affreschi popolari“, di inaudita potenza etica, evocativa e mediatica.

Banksy, come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie“, afferma Gianluca Marziani, uno dei curatori della mostra, “somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono per ovvie ragioni, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali, dove la Democrazia traballa in mille modi, in un mondo del genere ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo (la peggior patologia collettiva dei nostri giorni), restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio“. A completamento del percorso espositivo, i visitatori potranno usufruire di un’infografica sulla cronologia dell’artista, che comprende ampie schede storiche con documentazione fotografica sulle opere, i “black books” originali, i poster originali delle sue mostre, le banconote contraffatte e una selezione di video.

Banksy e Warhol

Si tratta del più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Proprio come il padre della Pop Art, Banksy, artista provocatorio, ironico e imprevedibile, preferisce da sempre la diffusione seriale delle immagini rispetto alla creazione di oggetti unici. Un legame ereditario quello con Warhol che è stato anche confermato dalla tesi alla base della mostra londinese del 2007, dal titolo “Warhol vs Banksy“, ospitata dal The Hospital in Covent Garden e prodotta dallo stesso Banksy, il quale rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l’unico che nell’epoca contemporanea, attraverso l’uso della serigrafia, ha saputo amalgamare la moltiplicazione seriale, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e gli approcci dell’era digitale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marcella Chimenti

Marcella Chimenti - L'ultima trovata di Banksy all'asta di Sotheby's è davvero la dimostrazione di una spettacolare eccellenza creativa. Apprezzo molto la sua opera e le tematiche da lui trattate con quella sua caratteristica ironia. I suoi messaggi sono rapidi, sintetici, immediati e colpiscono laddove devono colpire, facendo sorridere e riflettere al tempo stesso. Una mostra sicuramente interessante, che merita di essere visitata; anche se piuttosto modesta, secondo il mio umile parere, vista la scarsa quantità di opere esposte.

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