L’edizione numero 123 della Parigi–Roubaix viene vinta, per la prima volta nella sua carriera, dal belga Wout Van Aert del Team Visma–Lease a Bike, che nel leggendario Vélodrome André-Pétrieux di Roubaix supera in una volata a due il campione del mondo, lo sloveno Tadej Pogačar. Per quest’ultimo sfuma ancora l’appuntamento con l’unica Classica Monumento che manca al suo palmarès.
Il successo di Van Aert è arrivato al termine di una gara di 258,3 km, con partenza da Compiègne e arrivo a Roubaix, lungo un percorso che includeva 30 settori in pavé per complessivi 54,8 km.
È proprio sui tratti in pavé, le celebri pietre dell’“Inferno del Nord”, che si sono concentrate le maggiori emozioni della corsa. I favoriti della vigilia, Van Aert, Pogačar, Van der Poel e Ganna, sono stati tutti rallentati da forature o problemi meccanici. Se il belga e lo sloveno sono riusciti a contenere i danni, non è stato altrettanto per Mathieu Van der Poel, vincitore delle ultime tre edizioni, che nella foresta di Arenberg ha forato due volte. I compagni di squadra hanno tentato prima un cambio bici, complicato da un attacco dei pedali differente, e poi, in una scena quasi d’altri tempi, hanno ceduto una propria ruota al capitano.
Solo l’arrivo dell’ammiraglia ha permesso a Van der Poel di ripartire regolarmente, dando il via a una rimonta impressionante che lo ha portato da un ritardo di due minuti fino a soli 20 secondi dai battistrada. Nonostante ciò, i primi due sono riusciti a entrare nel velodromo con un margine sufficiente a giocarsi la vittoria.
Sfortunato anche Filippo Ganna, che mentre stava per rientrare sul gruppo dei migliori è stato frenato da una foratura e successivamente da una caduta, prima che potesse arrivare il cambio ruota. Alle spalle di Van Aert e Pogačar, il belga Jasper Stuyven ha conquistato il terzo gradino del podio, battendo in volata Van der Poel e il francese Christophe Laporte.
“Questa vittoria significa tutto per me” ha dichiarato il vincitore, spesso etichettato come eterno secondo per i numerosi piazzamenti raccolti in carriera. Con questo trionfo, Van Aert si prende una rivincita dal peso enorme.