Google, Apple e Samsung accelerano tra AI, software e nuove strategie hardware

La tecnologia di Google, Apple e Samsung si sta evolvendo rapidamente verso ecosistemi sempre più guidati dall’intelligenza artificiale e dall’integrazione tra dispositivi, servizi e software.

Google, Apple e Samsung accelerano tra AI, software e nuove strategie hardware

Google accelera su AI e piattaforme con Gemini in Google Finanza, nuovi sviluppi per Android desktop con Aluminium OS e una strategia Pixel sempre più legata ai chip Tensor. Apple punta invece su ecosistema e semplificazione, tra Safari più intelligente, iPhone Fold sempre più vicino e una filiera produttiva sempre più diversificata. Samsung risponde su più livelli, tra One UI 8.5 ricca di novità, possibili cambi nei display del Galaxy S27 e nuove sperimentazioni su schermi olografici e dispositivi smart per la casa. Il risultato è una competizione sempre più centrata su intelligenza artificiale e integrazione tra dispositivi, più che sulla sola potenza hardware.

Mondo Google

Google prepara Gemini Omni: la nuova frontiera della generazione video AI

Mentre OpenAI si è progressivamente allontanata dal segmento della generazione video, Google sembra pronta a rilanciare con forza con un nuovo modello chiamato “Gemini Omni”, integrato direttamente nell’app e nella versione web dell’assistente. Alcuni utenti avrebbero già individuato la funzione “Create with Gemini Omni”, con demo che mostrano la possibilità di creare e modificare video direttamente in chat, partendo da template o contenuti esistenti e arrivando fino al remix completo delle scene. I primi esempi parlano di risultati sorprendentemente realistici, come una scena didattica con un professore che scrive formule alla lavagna, anche se restano ancora piccoli segni tipici dei contenuti generati dall’AI. Non è ancora chiaro se si tratti di un nuovo modello indipendente o di un’evoluzione della tecnologia Veo, già utilizzata da Google per la generazione video, ma alcune tracce nei metadati suggerirebbero una forte continuità tra i due sistemi. Il debutto di Omni sembrerebbe inoltre legato all’arrivo di una dashboard AI dedicata al monitoraggio dei consumi, un aspetto non secondario visto che il sistema risulterebbe particolarmente “energivoro”, con un utilizzo che può incidere rapidamente sulle quote disponibili degli abbonamenti.

Google Finanza si evolve con Gemini: arriva in Italia la beta più intelligente per l’analisi dei mercati

Google sta portando anche in Italia la nuova versione beta di Google Finanza integrata con Gemini, segnando un’evoluzione importante del servizio dedicato all’analisi dei mercati. L’obiettivo è trasformare la piattaforma in uno strumento più avanzato e intuitivo, capace di offrire non solo dati finanziari di base, ma anche analisi approfondite grazie all’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca l’integrazione di funzioni come Deep Search, che permette di ottenere informazioni contestualizzate sugli andamenti di mercato e sugli eventi che influenzano l’andamento di azioni e strumenti finanziari. Il sistema introduce inoltre strumenti di analisi tecnica più evoluti, con accesso a indicatori come medie mobili e riepiloghi automatici degli eventi chiave che possono aver inciso sulle variazioni dei titoli. Un altro elemento rilevante è la gestione in tempo reale delle informazioni legate a conferenze e chiamate con gli investitori, che vengono trascritte e sintetizzate automaticamente dall’AI per evidenziare i punti principali. Questa nuova impostazione rende Google Finanza non solo un aggregatore di dati, ma un ambiente dinamico in grado di supportare l’utente nell’interpretazione delle informazioni finanziarie, pur mantenendo la necessità di un utilizzo consapevole e critico dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

CallPhantom sul Play Store: 28 app truffa con milioni di download

La campagna CallPhantom è stata scoperta su Google Play Store dai ricercatori di ESET e ha coinvolto 28 applicazioni scaricate oltre 7,3 milioni di volte. Le app promettevano accesso a cronologie chiamate, SMS e dati di contatti legati a qualsiasi numero, ma in realtà restituivano informazioni completamente inventate. Il modello si basava su abbonamenti a pagamento, spesso costosi, attivati dopo la promessa di dati “speciali” che non venivano mai realmente recuperati. La campagna, diffusa soprattutto in India e Asia-Pacifico, utilizzava anche tecniche ingannevoli come notifiche che spingevano al pagamento e richieste di dati sensibili. Nonostante la rimozione dal Play Store, il caso evidenzia quanto sia ancora possibile aggirare i controlli delle piattaforme ufficiali e colpire un vasto numero di utenti prima dell’intervento di blocco.

GrapheneOS contro Google: il dibattito su Play Integrity e il futuro degli Android alternativi

GrapheneOS torna a criticare i sistemi di attestazione hardware utilizzati da Google, in particolare Play Integrity, sostenendo che strumenti nati per rafforzare la sicurezza delle app possano finire per limitare l’uso di sistemi Android alternativi. Play Integrity è pensato per verificare che un’app funzioni su dispositivi autentici e non modificati, ma secondo GrapheneOS il livello più elevato di controllo favorisce soprattutto i dispositivi certificati Google, creando un possibile svantaggio per le piattaforme indipendenti. Il progetto non contesta il principio della sicurezza, ma il rischio che queste verifiche diventino un requisito obbligatorio in ambiti sempre più sensibili come pagamenti digitali, servizi bancari e identità online, riducendo la libertà di scelta degli utenti. La discussione si estende anche ai sistemi di verifica web e mobile, con la preoccupazione che l’accesso a determinati servizi possa dipendere sempre più dal possesso di dispositivi approvati dai grandi ecosistemi. Google, dal canto suo, descrive questi strumenti come misure anti-abuso e anti-frode, senza indicare intenzioni escludenti, mentre GrapheneOS propone un approccio più aperto basato su attestazioni hardware standard, capace di garantire sicurezza senza vincolare l’accesso ai servizi a un singolo sistema certificato.

Aluminium OS prende forma: trapelano i primi sfondi del nuovo Android per PC

Google continua a mantenere il massimo riserbo su Aluminium OS, il nuovo sistema operativo desktop basato su Android destinato ai notebook del futuro, ma nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli grazie a un leak pubblicato da Android Authority. Attraverso un’analisi del codice dell’app Google Backgrounds sono infatti comparsi alcuni wallpaper ufficiali pensati per il sistema, raccolti nella sezioneDesktop Exclusive”. Le immagini includono le varianti Spark Light e Spark Dark realizzate da BUCK, insieme agli sfondi Sand Currents e Glacial Sediments di Jan Erik Waider, mostrando uno stile moderno e minimale che richiama chiaramente l’estetica AI di Google. In particolare, gli sfondi Spark sembrano ispirarsi direttamente all’icona di Gemini, dettaglio che rafforza le indiscrezioni sull’integrazione profonda dell’intelligenza artificiale all’interno di Aluminium OS. Secondo le anticipazioni, il nuovo sistema operativo debutterà nel 2026 senza sostituire immediatamente ChromeOS: le due piattaforme dovrebbero convivere inizialmente per garantire compatibilità e continuità sui dispositivi già presenti sul mercato, mentre Google prepara gradualmente la transizione verso una nuova esperienza desktop sempre più unificata tra Android, cloud e AI.

Google insiste sui Tensor: i futuri Pixel non torneranno ai chip Qualcomm

Google sembra intenzionata a proseguire senza ripensamenti sulla strada dei processori Tensor proprietari, mettendo definitivamente da parte l’ipotesi di un ritorno ai chip Qualcomm per i prossimi smartphone Pixel. Dopo le anticipazioni sui Pixel 11, nuovi leak parlano già del Tensor G7 destinato ai Pixel 12 del 2027, nome in codice “Lajolla”, che potrebbe essere realizzato con processo produttivo a 2 nanometri per migliorare efficienza e consumi. La strategia di Google punta sempre più sull’integrazione tra hardware, software e intelligenza artificiale, con Tensor che rappresenta il cuore dell’esperienza Pixel nonostante le critiche ricevute negli ultimi anni per prestazioni grafiche e gestione delle temperature inferiori rispetto ai top di gamma Snapdragon. Secondo le indiscrezioni, Google sarebbe convinta che il controllo diretto del chip permetta maggiore ottimizzazione, costi più contenuti e funzioni AI più avanzate rispetto a una piattaforma standard Qualcomm. Resta però il nodo gaming, uno degli aspetti dove i Tensor continuano a mostrare limiti evidenti, specialmente nei Pixel più recenti, penalizzati anche da driver GPU non ancora pienamente maturi. Nonostante questo, i Pixel continuano a crescere sul mercato grazie a un’esperienza Android fluida, aggiornamenti rapidi e un ecosistema AI sempre più centrale, elementi che sembrano aver convinto Google a non cambiare direzione almeno per le prossime generazioni.

Mondo Apple

iPhone Fold sempre più esclusivo: Apple potrebbe lanciarlo solo in due colorazioni

Il primo pieghevole di Apple, che secondo i rumor potrebbe chiamarsi iPhone Ultra oppure iPhone Fold, continua a far parlare di sé e le ultime indiscrezioni suggeriscono una scelta piuttosto particolare: al debutto sarebbero previste soltanto due colorazioni. Secondo diverse fonti vicine alla filiera produttiva, Apple starebbe preparando una versione argento/bianco e una tonalità blu scuro simile al Deep Blue visto sugli iPhone Pro più recenti, rinunciando almeno inizialmente ai colori più vivaci. Una strategia che ricorda quella adottata con iPhone X nel 2017 e che avrebbe motivazioni sia commerciali sia tecniche. Ridurre le varianti permetterebbe infatti di semplificare la produzione di un dispositivo estremamente complesso, limitando costi, gestione delle scorte e difficoltà di assemblaggio. I rumor parlano inoltre di una produzione iniziale piuttosto limitata, con possibili problemi di disponibilità fino al 2027 a causa delle basse rese produttive dei componenti pieghevoli. Anche il prezzo dovrebbe contribuire a mantenere il prodotto in una fascia ultra premium: secondo le indiscrezioni più recenti, il pieghevole Apple potrebbe superare i 2.000 dollari al lancio. Il debutto sarebbe atteso insieme alla gamma iPhone 18 Pro, segnando uno dei cambiamenti più importanti nella storia recente degli smartphone della mela.

Safari diventa più intelligente: Apple prepara le “tab smart” su iPhone, iPad e Mac

Apple starebbe lavorando a una nuova funzione per Safari destinata a semplificare la gestione delle schede aperte su iPhone, iPad e Mac con l’arrivo di iOS 27. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, il browser della Mela introdurrà un sistema di organizzazione automatica delle tab molto simile a quello già visto su Google Chrome, capace di raggruppare le pagine in base agli argomenti trattati. L’obiettivo è ridurre il caos creato da decine di siti aperti contemporaneamente e rendere più ordinata la navigazione quotidiana. La novità comparirebbe all’interno del selettore dei gruppi di schede con una nuova opzione chiamata “Organizza Tab”, che permetterà agli utenti di scegliere se lasciare al sistema il compito di creare automaticamente cartelle tematiche oppure continuare a gestire tutto manualmente. Dietro questa funzione lavoreranno algoritmi intelligenti in grado di riconoscere contenuti simili e categorizzare le pagine in modo automatico, anche se Apple non dovrebbe includere ufficialmente questa novità nel marchio Apple Intelligence. La funzione sarà disponibile in modo uniforme su tutto l’ecosistema Apple e rappresenta uno dei tanti interventi con cui l’azienda vuole migliorare l’esperienza d’uso quotidiana, puntando meno su rivoluzioni estetiche e più sulla risoluzione di piccoli fastidi storici che da anni accompagnano Safari e i sistemi operativi della casa di Cupertino.

Apple vuole ridurre la dipendenza da TSMC: nuova strategia per la catena produttiva

Apple starebbe accelerando il proprio piano di diversificazione della catena produttiva globale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da TSMC e rafforzare il controllo sull’intera filiera hardware. Secondo quanto riportato da WHYLAB sulla piattaforma Weibo, la società di Cupertino non starebbe intervenendo soltanto sul fronte dei chip, ma anche su componenti strategici come display, sensori fotografici e assemblaggio finale dei dispositivi. La strategia avrebbe un duplice obiettivo: diminuire i rischi legati alle tensioni geopolitiche e migliorare il proprio potere contrattuale nei confronti dei fornitori. Negli ultimi anni Apple ha già iniziato a espandere parte della produzione fuori dalla Cina, coinvolgendo nuovi partner e aumentando la presenza industriale in Paesi come India e Vietnam. Un’eventuale riduzione della dipendenza da TSMC rappresenterebbe però uno dei cambiamenti più delicati, considerando che il colosso taiwanese produce gran parte dei chip Apple Silicon utilizzati su iPhone, Mac e iPad.

Apple Watch entra nel programma Education: sconti dedicati a studenti, docenti e università

Apple amplia ufficialmente il suo programma Education includendo anche Apple Watch, permettendo a studenti universitari, genitori, insegnanti e personale scolastico di acquistare gli smartwatch della casa di Cupertino a prezzi agevolati durante tutto l’anno. L’iniziativa coinvolge Apple Watch Series 11, Apple Watch SE e Apple Watch Ultra, che si aggiungono così ai già noti sconti disponibili per Mac, iPad e accessori. Per ottenere le offerte è necessario verificare la propria idoneità tramite la piattaforma UNiDAYS, creando un account dedicato e confermando il proprio status accademico attraverso email universitaria o documentazione specifica. Apple punta molto sul ruolo dello smartwatch nella vita quotidiana di studenti e docenti, evidenziando funzioni come Full immersion per ridurre le distrazioni, oltre a strumenti utili per organizzare lezioni, scadenze, appuntamenti e attività giornaliere tramite Siri, Calendario, Timer e Promemoria. L’azienda sottolinea anche i vantaggi della connettività cellulare, che permette di restare sempre raggiungibili anche senza avere l’iPhone a portata di mano, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Apple Watch non solo come dispositivo fitness, ma anche come vero supporto per studio, produttività e organizzazione personale.

Mondo Samsung

Samsung rilascia la One UI 8.5: aggiornamento globale per Galaxy S25 e pieghevoli con nuove funzioni

Samsung ha avviato il rollout globale della One UI 8.5 stabile per la serie Samsung Galaxy S25 e per i pieghevoli Samsung Galaxy Z Fold 7, Samsung Galaxy Z Flip 7 e TriFold. L’aggiornamento, identificato dalla build CZDP e con un peso di circa 4,4 GB, viene distribuito in modo graduale nelle principali aree del mondo, tra cui Stati Uniti, Europa e India, con un’estensione progressiva attesa anche in America Latina e quindi in Brasile. Tra le novità più rilevanti spicca il miglioramento di Quick Share, che introduce la compatibilità con AirDrop di Apple, rendendo più semplice lo scambio di file tra ecosistemi diversi. L’update include anche alcune funzionalità anticipate dalla futura serie Galaxy S26, pensate per offrire un assaggio delle prossime innovazioni software. In parallelo, Samsung sta già testando internamente la One UI 9.0 basata su Android 17, che rappresenterà il prossimo grande salto della piattaforma.

Galaxy S27, Samsung valuta OLED cinesi: possibile svolta per il modello base

Samsung potrebbe cambiare strategia con la futura gamma Galaxy S27 e, secondo le indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, starebbe valutando l’impiego di pannelli OLED prodotti da aziende cinesi almeno sul modello base della serie. Il nome più citato è quello di BOE, colosso cinese che da anni prova a entrare stabilmente nella filiera dei flagship Galaxy senza però riuscire davvero a conquistare spazio. Finora i display OLED dei Galaxy S sono stati quasi sempre realizzati da Samsung Display, considerata una delle realtà più avanzate del settore, ma l’aumento dei costi produttivi starebbe spingendo l’azienda coreana a rivedere alcuni equilibri. L’idea sarebbe quella di adottare una strategiadual-source”, utilizzando sia pannelli Samsung sia pannelli BOE per contenere le spese senza aumentare troppo i prezzi finali degli smartphone. Negli ultimi anni Samsung ha già iniziato ad affidarsi a fornitori esterni nella fascia media, soprattutto con alcuni Galaxy A equipaggiati con display CSOT, segno che l’apertura verso partner cinesi non è più un tabù. I modelli Ultra della futura linea Galaxy S27 dovrebbero invece continuare a utilizzare pannelli Samsung Display, mantenendo così gli standard più elevati per la fascia premium. Per il momento non esistono conferme ufficiali e tutto resta nel campo delle indiscrezioni, ma il solo fatto che Samsung stia valutando questa possibilità mostra quanto il mercato smartphone stia diventando sempre più competitivo e difficile da sostenere sul fronte dei margini di profitto.

Samsung porta Gemini nei frigoriferi smart: riconosceranno quasi 2.000 alimenti

Samsung prepara un importante aggiornamento per i suoi frigoriferi Bespoke AI, che diventeranno molto più intelligenti grazie all’integrazione di Google Gemini. Finora il sistema era in grado di riconoscere soltanto alcune decine di alimenti, limitando l’efficacia delle funzioni smart dedicate alla gestione del cibo e alle ricette automatiche. Con il nuovo firmware, invece, il numero di prodotti identificabili salirà a quasi 2.000, permettendo una catalogazione molto più precisa anche tra alimenti simili, come diverse varianti della stessa bevanda. L’intelligenza artificiale lavorerà dietro le quinte attraverso il cloud, mentre l’assistente vocale resterà Bixby. Oltre al riconoscimento avanzato degli alimenti, i frigoriferi potranno offrire controlli vocali più evoluti, suggerimenti sulla manutenzione e assistenza nella risoluzione dei problemi, trasformandosi sempre più in veri hub smart per la cucina connessa.

Samsung lavora agli schermi olografici: immagini 3D senza occhiali anche sugli smartphone

Samsung Display starebbe sviluppando una nuova generazione di schermi olografici pensati per smartphone e dispositivi mobili, con l’obiettivo di portare immagini tridimensionali visibili senza occhiali o accessori dedicati. Secondo le indiscrezioni, la tecnologia punterebbe a superare i limiti delle precedenti soluzioni 3D viste negli anni passati, come la ridotta area di visualizzazione e la perdita di risoluzione durante l’utilizzo in modalità standard. I tecnici Samsung starebbero infatti lavorando a un controllo hardware molto più avanzato dell’effetto olografico, mantenendo la piena qualità dell’immagine anche nella normale visualizzazione 2D. Le prime voci parlano di una tecnologia ancora in fase iniziale, ma già capace di attirare l’attenzione di aziende come Apple, citata tra i possibili partner interessati. Se il progetto dovesse maturare, il mercato potrebbe avvicinarsi a una nuova categoria di dispositivispatial”, capaci di offrire contenuti tridimensionali direttamente dallo schermo dello smartphone.

Samsung Galaxy Z Fold 8 Wide prende forma: i video delle cover mostrano un pieghevole più largo e compatto

Nuovi leak dedicati ai prossimi pieghevoli di Samsung confermano le differenze tra il futuro Samsung Galaxy Z Fold 8 e la nuova variante Samsung Galaxy Z Fold 8 Wide. Dopo le prime immagini emerse nei giorni scorsi, online sono comparsi anche alcuni video delle cover condivisi dal leaker Ice Universe, che permettono di osservare più da vicino il design dei due dispositivi. Il modello Wide appare sensibilmente più largo rispetto al Fold tradizionale, con un form factor pensato per migliorare ergonomia e fruizione dei contenuti multimediali quando lo smartphone è aperto. Le cover mostrano inoltre dettagli sul comparto fotografico, sul posizionamento del flash e sul supporto alla ricarica magnetica Qi2. Il Galaxy Z Fold 8 standard, invece, sembra mantenere un design molto vicino a quello dell’attuale Fold 7, con differenze minime soprattutto nella zona delle fotocamere. Secondo le indiscrezioni, Samsung starebbe preparando questa nuova versione Wide anche per anticipare il debutto del futuro iPhone pieghevole, puntando su uno schermo interno più ampio e pratico nell’utilizzo quotidiano.

Dua Lipa contro Samsung: richiesta da 15 milioni per l’uso della sua immagine sui TV

Dua Lipa avrebbe avviato un’azione legale contro Samsung chiedendo un risarcimento da circa 15 milioni di dollari per l’utilizzo non autorizzato di una sua fotografia sulle confezioni di alcuni televisori. Secondo quanto emerso dai documenti citati dai media internazionali, l’immagine sarebbe comparsa sui packaging Samsung a partire dal 2025 senza alcun accordo ufficiale con l’artista. Lo scatto, realizzato nel backstage dell’evento Austin City Limits nel 2024, sarebbe stato utilizzato come elemento promozionale, creando secondo i legali della cantante l’impressione di una collaborazione commerciale mai esistita. La popstar sostiene di aver chiesto più volte la rimozione della foto dopo essersi accorta della situazione, ma i prodotti con quell’immagine continuerebbero a essere distribuiti. Nella causa viene inoltre evidenziato come alcuni consumatori abbiano interpretato la presenza di Dua Lipa sulle confezioni come una vera partnership pubblicitaria con Samsung. La vicenda potrebbe ora trasformarsi in uno dei casi più discussi dell’anno nel rapporto tra celebrità, diritti d’immagine e marketing tecnologico.

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