OPPO rafforza il suo ecosistema premium con alcune novità che puntano a segmenti molto diversi, ma accomunati dalla stessa ambizione: portare innovazione concreta.
Il protagonista assoluto è senza dubbio l’OPPO Find X9 Ultra, smartphone che il marchio presenta con il concetto di “Hasselblad in tasca”, e mai definizione appare più coerente. Il comparto fotografico è il vero elemento distintivo. La fotocamera principale da 200 megapixel con sensore Sony LYTIA 901 promette livelli di dettaglio elevatissimi, mentre il doppio teleobiettivo cambia completamente il discorso zoom su smartphone. C’è un periscopico da 200 megapixel per ritratti e zoom 3x e un ulteriore teleobiettivo da 50 megapixel con zoom ottico 10x. Una configurazione rarissima, che punta chiaramente ai creator e agli appassionati di imaging. Interessante anche la nuova esclusiva OPPO che consente a Find X9 Ultra e Find X9s Pro di inviare direttamente immagini da 200 megapixel tramite WeChat, funzione che sottolinea quanto il brand stia cercando di valorizzare davvero i sensori ad altissima risoluzione, evitando che restino solo marketing.
A supportare il comparto fotografico troviamo il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, RAM LPDDR5X e storage UFS 4.1, oltre a una serie di chip proprietari per display, batteria e comunicazioni. È una strategia sempre più chiara: OPPO vuole differenziarsi non solo con componenti Qualcomm, ma anche con una propria architettura tecnologica.
Lo schermo OLED da 6,82 pollici con risoluzione 2K e refresh a 144Hz si colloca ai vertici del segmento, così come la luminosità fino a 1800 nit e le cornici ultrasottili. Sul fronte autonomia, la batteria Glacier da 7.050 mAh è uno dei dati più sorprendenti in assoluto per un flagship, accompagnata da ricarica cablata da 100W e wireless da 50W. Da non sottovalutare nemmeno la variante con comunicazione satellitare e il kit Hasselblad Earth Explorer Master Set, che spinge il dispositivo quasi verso una dimensione ibrida tra smartphone e fotocamera professionale. Certo, i prezzi partono da 7499 yuan e arrivano fino a 11999 yuan per il bundle top, ma la dotazione prova a giustificarli.
OPPO ha poi ampliato la serie Find X9 con due smartphone che condividono la stessa filosofia di base ma si rivolgono a esigenze leggermente diverse, puntando su fotografia avanzata, autonomia elevata e design sempre più raffinato. Il Find X9s Pro è il modello più completo e ambizioso: integra un display AMOLED da 6,32 pollici 1.5K a 144Hz con bordi estremamente sottili e luminosità elevata, abbinato al Dimensity 9500 e a una batteria da 7025 mAh che supporta ricarica rapida da 80W e wireless da 50W. Il comparto imaging è il vero protagonista, con un sistema Hasselblad che affianca due sensori da 200 megapixel, supportati dal nuovo LUMO Image Engine, pensato per migliorare dettaglio, gamma dinamica e resa cromatica anche nei video fino a 8K, con un’impostazione sempre più vicina a quella di una camera professionale in formato smartphone.
Il Find X9s, invece, mantiene molte delle caratteristiche chiave ma con un approccio più equilibrato e accessibile. Lo schermo cresce leggermente a 6,59 pollici ma scende a 120Hz, mentre il chip è il Dimensity 9500s, affiancato da 12GB di RAM e da un sistema fotografico più tradizionale ma comunque completo, basato su tre sensori da 50 megapixel con teleobiettivo periscopico e ottimizzazione Hasselblad. Anche qui troviamo la batteria da 7025 mAh, ma senza ricarica wireless, segno di una chiara distinzione di posizionamento rispetto al modello Pro. Entrambi i dispositivi condividono un’impostazione molto curata sul piano costruttivo, con spessori contenuti, certificazioni IP66/IP68/IP69 e una forte attenzione all’efficienza energetica e alla gestione software tramite ColorOS 16.
Accanto agli smartphone di cui sopra, debuttano gli OPPO Enco Clip2, che rappresenta una proposta completamente diversa ma altrettanto interessante. Qui OPPO punta sul design open-ear con struttura Ear Cuff e un approccio orientato al comfort estremo. Ogni auricolare pesa appena 5,2 grammi, utilizza materiali con memoria di forma e promette adattabilità elevata a diverse conformazioni dell’orecchio. Ma non si tratta solo di ergonomia. Il comparto audio integra doppi driver dinamici coassiali da 9 e 11 mm, supporto LHDC 5.0, certificazione Hi-Res Audio e tuning sviluppato con Dynaudio. Una scheda tecnica decisamente ambiziosa per auricolari aperti, categoria che spesso sacrifica qualità sonora per privilegiare la comodità.
Molto interessante anche l’integrazione AI, con processore dedicato a elaborazione audio in tempo reale, cancellazione intelligente del rumore nelle chiamate, traduzione AI in 24 lingue e funzioni smart come controllo fotocamera remoto e accesso rapido agli assistenti digitali. La connettività Bluetooth 6.1 e la doppia connessione confermano il posizionamento premium, mentre l’autonomia fino a 40 ore complessive con custodia li rende competitivi anche sul piano pratico. Il prezzo di 179 euro colloca Enco Clip2 in una fascia superiore rispetto a molti concorrenti open-ear, ma il mix tra design, audio e funzioni intelligenti punta chiaramente a differenziarli.