Il mercato smartphone si muove su fronti molto diversi, ma con un elemento comune sempre più centrale: l’autonomia. Honor alza l’asticella con i nuovi 600 e 600 Pro, puntando su batterie enormi e caratteristiche da quasi top di gamma, Vivo risponde con una proposta 5G essenziale ma accessibile, mentre TECNO prova a sorprendere nel segmento economico con funzioni inedite come le comunicazioni offline. Tre lanci differenti per filosofia e target, ma che raccontano bene dove si sta dirigendo il mercato mobile nel 2026.
Honor 600 e Honor 600 Pro si presentano come una coppia molto solida, con un approccio che richiama sempre di più il linguaggio dei top di gamma. Il primo elemento che colpisce è la batteria da ben 7.000 mAh su entrambi i modelli, una capacità che inizia a ridefinire gli standard anche nel segmento premium. A questo si aggiunge la ricarica rapida da 80W, mentre la variante Pro integra anche la ricarica wireless da 50W, dettaglio che rafforza ulteriormente la sua ambizione da flagship. Molto interessante anche il display condiviso dai due modelli. Honor sceglie un pannello AMOLED da 6,57 pollici con refresh rate a 120Hz e una risoluzione elevata di 1264×2728 pixel. Impressionante, almeno sulla carta, il dato sulla luminosità di picco che arriva fino a 8.000 nit, un valore che, se confermato nell’uso reale, potrebbe diventare uno dei punti di forza del prodotto.
Le differenze emergono soprattutto sul fronte delle prestazioni. Honor 600 Pro punta sullo Snapdragon 8 Elite, chip di fascia altissima che garantisce potenza abbondante per gaming, AI e produttività. Honor 600, invece, adotta il più equilibrato Snapdragon 7 Gen 4, soluzione meno estrema ma comunque interessante per la fascia medio-alta. Anche il comparto fotografico appare ambizioso. Sensore principale da 200 megapixel per entrambi, supportato sul modello Pro da un teleobiettivo da 50 megapixel con zoom ottico 3.5x e da una ultra-grandangolare da 12 megapixel. Il modello standard rinuncia al teleobiettivo, ma mantiene un’impostazione comunque avanzata. Non manca poi la certificazione IP69K, dettaglio ancora raro su dispositivi di questo tipo.
Se Honor guarda in alto, Vivo Y60 segue una logica completamente diversa. Qui l’obiettivo è offrire connettività 5G e grande autonomia contenendo i costi. Il protagonista è infatti la batteria da 6.500 mAh, notevole per la fascia di prezzo, anche se penalizzata da una ricarica da appena 15W che appare ormai piuttosto conservativa. Il processore Snapdragon 4 Gen 2 colloca il dispositivo nel segmento entry-level, così come lo schermo IPS da 6,74 pollici con risoluzione HD+, scelta che privilegia efficienza e costi ma che non entusiasmerà chi cerca qualità visiva elevata. Anche il comparto fotografico resta molto basilare, con fotocamera principale da 13 megapixel e frontale da 5 megapixel. Alcune rinunce sono evidenti. Manca l’NFC, manca il giroscopio e la certificazione IP65 offre solo una protezione limitata. Tuttavia Vivo punta su un equilibrio semplice: tanta batteria, 5G, memoria fino a 256 GB e prezzi che, almeno in Cina, restano accessibili.
Infine, TECNO ha annunciato in India il nuovo POP X 5G, uno smartphone che punta a distinguersi nel segmento economico grazie a una combinazione interessante di autonomia, resistenza e connettività avanzata. Il dispositivo arriva con un ampio display da 6,78 pollici HD+ a 120 Hz e 560 nits, chip MediaTek Dimensity 6400 e una generosa batteria da 6500 mAh con ricarica rapida a 45W, pensata per offrire un utilizzo prolungato. Tra gli aspetti più originali spicca la tecnologia FreeLink Communication, che consente chiamate, messaggi e condivisione file tra dispositivi vicini anche senza copertura mobile, fino a 1,5 chilometri in spazi aperti. Non mancano funzioni AI dedicate a comunicazione, produttività e foto, oltre a certificazione IP64 Pro e struttura rinforzata. I prezzi partono da 15.999 rupie, rendendo il nuovo modello una proposta particolarmente interessante nella fascia entry-level 5G.